In Alta Val d'Aveto il fascino eterno dalla transumanza delle manze
Redazione Online
|4 anni fa

Centinaia di persone hanno assistito ieri al transito delle manze in Val d’Aveto, tra Torrio e Santo Stefano, sei chilometri attraversando il passo del monte di Mezzo.
C’era la nebbia, ma nessuna vacca si è persa: alle 7.00 già erano quasi tutte radunate, con qualche vitello.
Le mandrie, che per diversi mesi hanno alpeggiato in Alta Val Nure sulle praterie del monte Crociglia, a circa 1.500 metri di altitudine, hanno così ufficialmente abbandonato i pascoli in quota per tornare alla stalla della “Monteverde”.
Non sono mancati, ad accompagnare il rito, le musiche, i campanacci, le gare tra i balloni di fieno. E poi, lungo le soste, i mercatini agricoli.
A Santo Stefano sono stati distribuiti sacchetti di semi di piante.
C’era la nebbia, ma nessuna vacca si è persa: alle 7.00 già erano quasi tutte radunate, con qualche vitello.
Le mandrie, che per diversi mesi hanno alpeggiato in Alta Val Nure sulle praterie del monte Crociglia, a circa 1.500 metri di altitudine, hanno così ufficialmente abbandonato i pascoli in quota per tornare alla stalla della “Monteverde”.
Non sono mancati, ad accompagnare il rito, le musiche, i campanacci, le gare tra i balloni di fieno. E poi, lungo le soste, i mercatini agricoli.
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