Manca il treno, arriva il bus: viaggio tra i disagi dei pendolari
Il racconto dei lavoratori che da Piacenza raggiungono Milano: «I collegamenti sono insufficienti»
Thomas Trenchi
|7 mesi fa

I pendolari costretti a prendere il bus
Ore 6.43, stazione di Piacenza. Due pullman bianchi al posto dei treni: parte da qui la giornata di centinaia di pendolari diretti a Milano. Il collegamento ferroviario tra Piacenza e Codogno è sospeso per lavori e la tratta è coperta da autobus sostitutivi. Un disagio in più in una quotidianità già complicata da ritardi, soppressioni e scioperi.
Tra i viaggiatori ci sono studenti e lavoratori. Milo Civardi e Alessandro Chiesa, universitari alla Bicocca, raccontano: «È la prima volta che prendiamo il pullman, ci ha spiazzato. Con il treno ci sono sempre almeno cinque o dieci minuti di ritardo». Giulio Carini, impiegato in banca, è più netto: «Dovrei essere in ufficio alle 7.30, arriverò alle 8. È il primo viaggio in pullman, spero anche l’ultimo».
Il tragitto in bus termina a Codogno. Poi si prosegue in treno verso Milano. L’informazione è scarsa. Non tutti scelgono il bus: Matteo Bisi, lavoratore in una multinazionale, arriva in auto: «Oggi pullman, domani sciopero, dopodomani ritardo. Il disagio è continuo».
Il cantiere, gestito da Rfi, è in corso tra Santo Stefano Lodigiano e San Rocco al Porto, con un investimento da 7 milioni di euro. Oltre alla sospensione della tratta regionale, oggi – venerdì 23 maggio – è previsto anche uno sciopero del personale Trenitalia.
Per Nicola Contardi, presidente dell’Associazione pendolari, i problemi sono strutturali: «Serve un dialogo con Trenitalia, Trenord e Tper per definire orari, frequenza e capienza dei treni. I convogli sono spesso sporchi e poco sicuri, soprattutto la sera». E aggiunge: «I collegamenti sono insufficienti. Verso Cremona non passa più nulla da anni, verso Torino pochissimo. La politica non capisce che più treni significa più sviluppo per la città».
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