Ha un’embolia ma viene curato per depressione: muore a 76 anni, risarcimento da 1,7 milioni
L'uomo era arrivato in un luogo di cura emergenziale per difficoltà respiratorie e vertigini ed era stato trasferito in un reparto dell'ospedale. I familiari fanno causa all’Ausl, il Tribunale di Piacenza dispone il maxi risarcimento. La cifra è stata stabilita nel processo civile di primo grado
Simona Segalini
|1 mese fa

Il Tribunale di Piacenza
Era stato colpito da un’embolia polmonare, ma i sanitari che lo avevano preso in carico lo hanno curato per depressione. I familiari dell’uomo, un 76enne affetto da depressione ma entrato in un luogo di cura emergenziale per difficoltà respiratorie e vertigini e poi trasferito in reparto all’ospedale di Piacenza, hanno promosso una causa civile contro l’Ausl, e il giudice del Tribunale civile di Piacenza, Antonino Fazio, ha fissato un risarcimento di 1,7 milioni di euro per la sua morte. In effetti, accertamenti successivi hanno messo in evidenza che il paziente era stato colpito da un’embolia polmonare.
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