Il volo cancellato e la scelta di rimanere in Sri Lanka, la storia di Axelle

Una vacanza come le altre trasformata in una vera e propria esperienza di vita dopo lo scoppio del conflitto in Medio Oriente: «Lavoro trovato in 20 ore»

Marco Vincenti
Marco Vincenti
|5 ore fa
Il volo cancellato e la scelta di rimanere in Sri Lanka, la storia di Axelle
2 MIN DI LETTURA
In queste settimane abbiamo raccolto e riportato varie testimonianze di piacentini bloccati dall’altra parte del mondo a causa dello scoppio del conflitto in Medio Oriente. Paura, apprensione dei famigliari in preda a notizie frammentate e vere e proprie odissee per ritrovare la rotta verso casa. Questa storia però rappresenta una particolarità tutta da raccontare. La protagonista è Axelle Vallavanti, 27enne originaria delle colline sopra Gropparello, prima di trasferirsi a San Giorgio. Lei, come decine di altri piacentini e centinaia di italiani sparsi nel mondo, ha dovuto fare i conti con l’escalation militare provocata dall’attacco targato Trump e Netanyahu in Iran.
La giovane piacentina era infatti approdata da poco tra le spiagge e le foreste srilankesi quando è stata inghiottita dal caos voli provocato dal contrattacco dell’esercito iraniano che ha coinvolto l'intera penisola araba. «Il mio viaggio doveva durare cinque settimane – spiega Axelle –, le prime tre in India e le ultime due in Sri Lanka, da dove avrei preso un volo con scalo a Doha per ritornare in Italia». Proprio l’aeroporto internazionale della capita Qatariota è stato tra quelli ad aver subito più disagi. Ben presto è arrivata la notizia della cancellazione. A quel punto due le strade davanti alla giovane di San Giorgio. Prendere un altro volo a prezzi esagerati o accettare il rimborso proposto dalla compagnia e attendere.
La scelta di restare
«Ho scelto di aspettare, perché prenotare un altro volo per me era impossibile: i pochi disponibili costavano anche oltre i 2mila euro e io non potevo permettermelo – racconta - «La compagnia è letteralmente sparita, non rispondevano né al telefono né alle mail. A quel punto ho chiesto il rimborso e ho iniziato a pensare a come fare». Ed è proprio qui che la «sventura» si trasforma in esperienza di vita. «Stavo esaurendo le risorse economiche e ho deciso di restare e mettermi in gioco – continua -. Ho cercato uno scambio lavoro, qualcosa che mi permettesse di avere vitto e alloggio. Incredibilmente, in neanche venti ore l’ho trovato». Così approda in un ostello a Weligama, nel sud dello Sri Lanka. «Lavoravo qualche ora al giorno in reception, avevo due giorni liberi a settimana e un letto. Non tutti i pasti, ma potevo usare la cucina in caso di necessità. Di fatto non spendevo quasi nulla». «In pochissimo tempo ho compreso che quella che poteva sembrare una sventura si era invece trasformata in una grande fortuna». Un nuovo lavoro in un nuovo mondo che ha permesso ad Axelle di vivere esperienze indimenticabili tra elefanti come vicini di casa, tavole da surf tutte da scoprire («e da amare» sottolinea) e amicizie ben più forti delle differenze di lingua o di colore della pelle. Un contesto, quello srilankese, segnato anch’esso dal conflitto mediorientale: «I prezzi del gas e quelli dei biglietti dei bus prima irrisori, sono schizzati alle stelle – le sue parole -. Qui, per limitare i costi hanno istituito un giorno festivo in più il mercoledì». Alla base della scelta di Axelle, ha pesato anche la libertà dovuta a un contratto di lavoro appena scaduto in Italia: «Non avevo vincoli. Ho scelto di restare. E rifarei tutto, perché ho avuto l’opportunità di conoscere persone da tutto il mondo, assaporare la gentilezza, i sorrisi e la disponibilità delle comunità locali. In India e in Sri Lanka non ti senti mai uno straniero».
Ora che questa parentesi sta per concludersi, il futuro ha ancora il sapore del viaggio. «Tornerò in Italia per un lavoro estivo, poi vorrei partecipare al bando del servizio civile universale e partire per il Perù. Dopo il Sud America, sogno il Nord Africa». Ma una cosa è certa: «Il viaggio sarà sempre alla base delle mie scelte».