Dalla cantina di San Nicolò |a X Factor: il viaggio musicale di Matteo Calza
Redazione Online
|1 anno fa

Dalle stalle alle stelle. Meglio: da una cantina di San Nicolò ad X-Factor.
Matteo Calza non si vede, è una maestranza in una lista di credits che nessuno leggerà. Ma si sente. C’è il chitarrista e produttore piacentino classe 1991 dietro al sound di Punkcake, Danielle e Mimì, la band e i cantanti ora in gara nella squadra di Manuel Agnelli. È Matteo a preparare arrangiamenti e provini, a creare le basi sulle quali gli aspiranti artisti se la giocano davanti molte migliaia di spettatori. Una responsabilità, una soddisfazione: “Quando sento suonare una cosa fatta da me, qui nell’invisibilità della mia cantina, in onda su Sky è pazzesco”.
Nel 2023 Matteo aveva lavorato con Fedez, sempre in “smart”: «Sono andato qualche volta per curiosità, la mia presenza non era richiesta”. Quest’anno, col team di Agnelli, è diverso: “Vado almeno quattro volte a settimana. Manuel è una persona d’oro, incredibile. Lo facevo più burbero. Il confronto è costante. Lui ha l’ultima parola, ma solitamente mi dà solo qualche abbrivio. Tipo: “Falla più sognante”. Io cerco di interpretare la sua intenzione, lui è contento…e siamo a posto”. Sembra semplice. “I Punkake sono forti. Passo molte ore con loro a sistemarli in sala prove; capiscono al volo e danno il meglio”.
Matteo Calza non si vede, è una maestranza in una lista di credits che nessuno leggerà. Ma si sente. C’è il chitarrista e produttore piacentino classe 1991 dietro al sound di Punkcake, Danielle e Mimì, la band e i cantanti ora in gara nella squadra di Manuel Agnelli. È Matteo a preparare arrangiamenti e provini, a creare le basi sulle quali gli aspiranti artisti se la giocano davanti molte migliaia di spettatori. Una responsabilità, una soddisfazione: “Quando sento suonare una cosa fatta da me, qui nell’invisibilità della mia cantina, in onda su Sky è pazzesco”.
Nel 2023 Matteo aveva lavorato con Fedez, sempre in “smart”: «Sono andato qualche volta per curiosità, la mia presenza non era richiesta”. Quest’anno, col team di Agnelli, è diverso: “Vado almeno quattro volte a settimana. Manuel è una persona d’oro, incredibile. Lo facevo più burbero. Il confronto è costante. Lui ha l’ultima parola, ma solitamente mi dà solo qualche abbrivio. Tipo: “Falla più sognante”. Io cerco di interpretare la sua intenzione, lui è contento…e siamo a posto”. Sembra semplice. “I Punkake sono forti. Passo molte ore con loro a sistemarli in sala prove; capiscono al volo e danno il meglio”.
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