Agli hospice un euro da ogni cittadino. «Solidarietà», «Perché dai Comuni?»

Gli amministratori elogiano le strutture, ma sul contributo emergono dubbi da parte di Gandolfi, Battaglia, Chiesa e Sparzagni

Nicoletta Marenghi
Nicoletta Marenghi
|2 ore fa
Il dirigente Luigi Squeri e la presidente Monica Patelli
Il dirigente Luigi Squeri e la presidente Monica Patelli
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La professionalità e l’umanità nella cura dei pazienti degli hospice piacentini e dei loro familiari, sono una certezza granitica da tutti riconosciuta. Elogi sono arrivati anche dagli amministratori locali che più volte hanno definito le strutture «centri di eccellenza», ma è sul contributo economico finanziato dalle casse comunali che alcuni primi cittadini hanno sollevato perplessità.
Il dibattito era all’ordine del giorno della Conferenza territoriale sociosanitaria nell’ultima seduta prima della sosta estiva. La presidente Monica Patelli ha fatto sapere che la Regione Emilia Romagna ha deliberato l’aumento del contributo giornaliero per le cure palliative da 230 a 268 euro a paziente ospitato. Ma non basta per garantire il costo del servizio, per questo era stata avanzata la proposta di un contributo da parte dei Comuni, oltre agli eventi di raccolta fondi.
Il dirigente Luigi Squeri ha dunque illustrato le simulazioni di contribuzione realizzate dall’Ufficio di presidenza. Le tariffe per ogni singolo cittadino prese in considerazione sarebbero 50 centesimi, un euro oppure 1,50. Considerando un euro ciascuno, il Comune di Piacenza dal 2027 sarebbe chiamato a versare 104.573 euro, dal distretto di Levante arriverebbe un totale di 106.229 euro e da quello di Ponente 78mila euro.
Chi conosce bene le strutture è Sergio Fuochi, sindaco di Pontenure e presidente dell’Associazione Insieme per l’Hospice: «Avendo questo doppio ruolo non mi esprimo sulla tariffa, quello che arriva è utilissimo perché la necessità è reale. Il contributo aiuterebbe ad avere all’inizio dell’anno un’entrata certa».