Burocrazia senza freni: «Noi sindaci in trincea tra cavilli e trappole»

Nove mesi per l’ok a due lampioni. Gare di concessione per i campetti come se fossero il Meazza. «Così la macchina è diventata un incubo»

Paola Brianti
Paola Brianti
|1 ora fa
Davide Zucchi
Davide Zucchi
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Servono due lampioni sopra un attraversamento pedonale. Sulla carta è un lavoretto da niente, due sostegni, due luci. Un privato ci metterebbe sì e no un giorno. Un Comune, invece, solo per ottenere il nulla osta ci mette nove mesi. Un parto. È l’emblematico esempio che Riccardo Sparzagni, sindaco di Podenzano, porta in dote per dimostrare che «noi amministratori locali siamo in trincea, schiacciati tra i cittadini che chiedono cose semplici e una macchina burocratica che sembra aver perso il senno. C’è un problema, dobbiamo risolverlo».
L’episodio dei due lampioni sulla statale 654 di Podenzano è lo specchio perfetto. «La strada era provinciale - ricapitola Sparzagni - poi è passata ad Anas. Al momento di mettere le luci, il documento originale che aveva autorizzato le strisce pedonali non si trovava più negli archivi. Per aggirare lo stallo, pur non dovendo modificare in alcun modo la sede stradale abbiamo ripagato il progetto da capo e chiesto una sanatoria, come se l’attraversamento non fosse autorizzato». Il nulla osta da Anas è arrivato dopo nove mesi di attesa.
Sulla caserma dei carabinieri in via Piave che apre proprio oggi, è andata perfino peggio.