Allarme agricoltura: il raccolto del nostro pomodoro rischia forte calo
Redazione Online
|13 anni fa

Il maltempo non ha risparmiato molte colture di punta della nostra provincia, come piselli, barbabietole e cipolle, la cui semina è letteralmente saltata, e le conseguenze di un inverno lunghissimo e molto piovoso si abbatteranno anche sull’oro rosso, le cui piantine aspettano da due settimane di poter essere trapiantate nei campi.
“Quest’operazione generalmente è eseguita gli ultimi giorni di marzo – ci ha spiegato l’agricoltore Stefano Repetti, il quale riveste anche l’incarico di presidente del Consorzio fitosanitario piacentino – siamo in ritardo di oltre dieci giorni e i campi devono essere ancora concimati e coltivati”.
Il prolungarsi della brutta stagione causerà un accavallamento dei vari trapianti delle colture e un ritardo nelle consegne estive, con il rischio dell’aggravio dei costi di produzione, anche se i conti si potranno fare solo alla fine: “Non sarà una campagna facile, vista la situazione è ipotizzabile un sensibile calo del raccolto rispetto allo scorso anno” ha confermato Repetti.
A preoccupare enormemente gli agricoltori è anche la situazione dei cereali; l’acqua che si è riversata incessantemente nei campi fa proliferare le malattie fungine, dannose per le colture.
“Quest’operazione generalmente è eseguita gli ultimi giorni di marzo – ci ha spiegato l’agricoltore Stefano Repetti, il quale riveste anche l’incarico di presidente del Consorzio fitosanitario piacentino – siamo in ritardo di oltre dieci giorni e i campi devono essere ancora concimati e coltivati”.
Il prolungarsi della brutta stagione causerà un accavallamento dei vari trapianti delle colture e un ritardo nelle consegne estive, con il rischio dell’aggravio dei costi di produzione, anche se i conti si potranno fare solo alla fine: “Non sarà una campagna facile, vista la situazione è ipotizzabile un sensibile calo del raccolto rispetto allo scorso anno” ha confermato Repetti.
A preoccupare enormemente gli agricoltori è anche la situazione dei cereali; l’acqua che si è riversata incessantemente nei campi fa proliferare le malattie fungine, dannose per le colture.
“Quest’anno c’è stato un importante diminuzione delle superfici coltivate a pomodoro – ha affermato il presidente provinciale di Coldiretti, Luigi Bisi – è impensabile immaginare di produrre un raccolto che si avvicini a quello dell’anno passato; il calo della produzione è del 20% a livello mondiale, speriamo che i mercati si rivolgano al prodotto made in Italy”.
Nel 2012 il prezzo indicativo del pomodoro era di 84 euro alla tonnellata: “E’ fondamentale che quest’anno venga stabilita una cifra adeguata; secondo Coldiretti il prezzo di riferimento non può scendere sotto i 90 euro alla tonnellata” ha concluso Bisi.

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