Danza e mito: domani a Palazzo Farnese la pluripremiata "Grace"
Redazione Online
|4 anni fa

Uno spettacolo di danza (in programma nel cortile di Palazzo Farnese domani, 8 luglio, alle 21.30) che riporta al mito, realizzato da Silvia Gribaudi, che ha
ottenuto diversi riconoscimenti: Premio Danza&Danza 2019 “Produzione italiana
dell’anno”; vincitore dell’azione CollaborAction#4 2018/2019; selezionato a Nid
Platform 2019.
ottenuto diversi riconoscimenti: Premio Danza&Danza 2019 “Produzione italiana
dell’anno”; vincitore dell’azione CollaborAction#4 2018/2019; selezionato a Nid
Platform 2019.
“Graces” è un progetto di performance ispirato alla scultura e al concetto di bellezza e natura che Antonio Canova realizzò tra il 1812 e il 1817. L’origine, come accennato, è mitologica: le tre figlie di Zeus – Aglaia, Eufrosine e Talia – erano creature divine che diffondevano splendore, gioia e prosperità. In scena tre corpi maschili, tre danzatori (Siro Guglielmi, Matteo Marchesi, Andrea Rampazzo) dentro a un’opera scultorea che simboleggia la bellezza. In un viaggio di abilità e tecnica che li porta in un luogo e in un tempo sospesi tra l’umano e l’astratto.
In scena anche l’autrice Silvia Gribaudi, che ama definirsi “autrice del corpo” perché
la sua poetica trasforma in modo costruttivo le imperfezioni elevandole a forma
d’arte con una comicità diretta, crudele ed empatica, in cui non ci sono confini tra
danza, teatro e performing arts. Negli ultimi 10 anni, Gribaudi si è interrogata
sugli stereotipi di genere, sull’identità del femminile e sul concetto di virtuosismo
nella danza e nel vivere quotidiano, andando oltre la forma apparente, cercando la
leggerezza, l’ironia e lo humour nelle trasformazioni fisiche, nell’invecchiamento e
nell’ammorbidirsi dei corpi in dialogo col tempo. Lo sguardo registico e visivo è di
Matteo Maffesanti, regista, formatore e videomaker.
la sua poetica trasforma in modo costruttivo le imperfezioni elevandole a forma
d’arte con una comicità diretta, crudele ed empatica, in cui non ci sono confini tra
danza, teatro e performing arts. Negli ultimi 10 anni, Gribaudi si è interrogata
sugli stereotipi di genere, sull’identità del femminile e sul concetto di virtuosismo
nella danza e nel vivere quotidiano, andando oltre la forma apparente, cercando la
leggerezza, l’ironia e lo humour nelle trasformazioni fisiche, nell’invecchiamento e
nell’ammorbidirsi dei corpi in dialogo col tempo. Lo sguardo registico e visivo è di
Matteo Maffesanti, regista, formatore e videomaker.
Le info sul sito di Teatro Gioco Vita.
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