De Bortoli: "La cura del corpo è diventata ossessione, la morte è stata rimossa"
Redazione Online
|1 anno fa

La morte? È stata rimossa”. Il rispetto della sacralità della vita? “Doveroso, ma ci sono situazioni in cui la pietas dovrebbe prevalere”. Ai Giovedì della Bioetica – iniziativa promossa dalla sezione Emilia Romagna dell’Istituto italiano di bioetica e curata scientificamente da Giorgio Macellari – il giornalista Ferruccio De Bortoli, già direttore del Corriere della Sera e del Sole 24 Ore, si presenta come presidente di Vidas (“Volontari Italiani Domiciliari per l’Assistenza ai Sofferenti”) a parlare dell’etica del fine vita.
“Vidas non ha una posizione sul fine vita perché la nostra missione è quella di accompagnare nel modo migliore chi non può più guarire – inizia a spiegare De Bortoli dopo l’introduzione di Gaetano Rizzuto, già direttore di Libertà, e del senologo Macellari che hanno presentato l’incontro insieme al gastroenterologo Fabio Fornari – ma è nostro dovere morale, civile e culturale fare in modo che questo dibattito venga sottratto a una contrapposizione puramente ideologica”.
All’auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano De Bortoli parla anche di “un’esorcizzazione della morte”: “In una società in cui la cura del corpo è diventata un’ossessione quotidiana, la morte è rimossa perché non fa parte dell’estetica della vita – fa notare – la abbiamo estromessa dalle nostre vite e questo ci porta a essere impreparati quando ci troviamo di fronte a essa. Ma noi abbiamo il dovere di prepararci”.

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