Gros Market a rischio chiusura, tremano 26 dipendenti
Redazione Online
|13 anni fa

Il Gros Market della Caorsana è a rischio chiusura e 26 lavoratori piacentini tremano.
Ancora brutte notizie per l’occupazione piacentina: la dirigenza nazionale della catena di negozi cash&carry ha avviato una procedura di cassa integrazione a zero ore per tutti i 360 dipendenti, compresi i 26 occupati a Piacenza. La motivazione è molto allarmante: crisi aziendale con cessazione dell’attività. Nella nostra città lo stop è previsto per il primo marzo.
I sindacati, non appena ricevuta la notizia, hanno chiesto l’avvio di un confronto, che si terrà al ministero con urgenza, anche perché per diversi punti vendita la chiusura scatterà già dal primo gennaio. A Piacenza saranno dati quindi due mesi in più di “respiro”, sperando che nel frattempo vadano in porto le trattative per la cessione che la proprietà di Gros Market Italia ha avviato con alcuni primari operatori del settore.
Ma per il momento le uniche certezze sono la cassa integrazione a zero ore e la volontà di chiudere i punti vendita. Si allunga così la lista di lavoratori piacentini che passeranno un Natale fatto di ansie e timori per il proprio futuro.
Ancora brutte notizie per l’occupazione piacentina: la dirigenza nazionale della catena di negozi cash&carry ha avviato una procedura di cassa integrazione a zero ore per tutti i 360 dipendenti, compresi i 26 occupati a Piacenza. La motivazione è molto allarmante: crisi aziendale con cessazione dell’attività. Nella nostra città lo stop è previsto per il primo marzo.
I sindacati, non appena ricevuta la notizia, hanno chiesto l’avvio di un confronto, che si terrà al ministero con urgenza, anche perché per diversi punti vendita la chiusura scatterà già dal primo gennaio. A Piacenza saranno dati quindi due mesi in più di “respiro”, sperando che nel frattempo vadano in porto le trattative per la cessione che la proprietà di Gros Market Italia ha avviato con alcuni primari operatori del settore.
Ma per il momento le uniche certezze sono la cassa integrazione a zero ore e la volontà di chiudere i punti vendita. Si allunga così la lista di lavoratori piacentini che passeranno un Natale fatto di ansie e timori per il proprio futuro.
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