Il Coin di Piacenza non chiuderà: "Ma vogliamo certezze per i lavoratori"
Redazione Online
|1 anno fa

Non c’è il Coin di Piacenza tra i sette negozi del gruppo che chiuderanno i battenti nel 2025.
Sono invece destinati ad abbassare le serrande quelli di Roma Lunghezza, Roma Bufalotta, San Donà di Piave (Verona), Latina, Vicenza, Milano City Life e Sesto Fiorentino (Firenze). Chiusure che coinvolgeranno un totale di 92 dipendenti, di cui 50 sul territorio di Roma.
È quanto comunicato l’altro giorno dalla direzione societaria nel corso dell’incontro convocato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, fortemente sollecitato dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs.
Il fatto che non chiuda il negozio di Corso Vittorio Emanuele potrebbe costituire un sospiro di sollievo per i lavoratori piacentini coinvolti e i sindacati, ma solo fino a un certo punto. Perché la situazione resta complicata e avvolta da incertezza. “Dalla parte datoriale vogliamo avere delle certezze in più sul futuro. I lavoratori (sono 12, tutte donne, ndr) devono avere informazioni chiare”, dice Marco Pascai della Filcams Cgil.
La vertenza del Coin, la catena italiana di grandi magazzini operativa nel settore della vendita al dettaglio di abbigliamento e accessori per la casa, dura ormai da molti mesi.
Il prossimo incontro con il Gruppo Coin si terrà il 23 dicembre in sede sindacale, mentre un nuovo tavolo al Ministero è fissato per il 4 febbraio 2025. Il ministero si è impegnato a monitorare la situazione in modo continuativo e a tenere aperto il tavolo di crisi.
Sono invece destinati ad abbassare le serrande quelli di Roma Lunghezza, Roma Bufalotta, San Donà di Piave (Verona), Latina, Vicenza, Milano City Life e Sesto Fiorentino (Firenze). Chiusure che coinvolgeranno un totale di 92 dipendenti, di cui 50 sul territorio di Roma.
È quanto comunicato l’altro giorno dalla direzione societaria nel corso dell’incontro convocato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, fortemente sollecitato dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs.
Il fatto che non chiuda il negozio di Corso Vittorio Emanuele potrebbe costituire un sospiro di sollievo per i lavoratori piacentini coinvolti e i sindacati, ma solo fino a un certo punto. Perché la situazione resta complicata e avvolta da incertezza. “Dalla parte datoriale vogliamo avere delle certezze in più sul futuro. I lavoratori (sono 12, tutte donne, ndr) devono avere informazioni chiare”, dice Marco Pascai della Filcams Cgil.
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Il prossimo incontro con il Gruppo Coin si terrà il 23 dicembre in sede sindacale, mentre un nuovo tavolo al Ministero è fissato per il 4 febbraio 2025. Il ministero si è impegnato a monitorare la situazione in modo continuativo e a tenere aperto il tavolo di crisi.
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