“Meridies”: le tradizioni del Sud trasfigurate nell’album elettronico di Go Dugong
Redazione Online
|4 anni fa

Negli ultimi anni ha abituato platee nazionali e internazionali al tratto esotico dei suoi lavori e anche stavolta non si smentisce l’artista piacentino – da anni milanese adottivo – Go Dugong, nome d’arte di Giulio Fonseca. Una carriera sempre più lanciata che come tutte ha pagato la battuta d’arresto del Covid ma non dal punto di vista discografico e dell’ispirazione. Dopo il chiacchieratissimo lavoro di qualche anno fa “(Indian) Furs” frutto di un viaggio in India, Fonseca aveva prodotto l’EP “TRNT”, ritrovando un legame nuovo con le musiche popolari e i riti tradizionali del Sud Italia, la sua Taranto natia e il fenomeno della Tarantella.
Con il nuovissimo album “Meridies” appena pubblicato da Hyperjazz e La Tempesta su Spotify e tutte le piattaforme musicali online (senza perdersi il videoclip del singolo “Randagio” su YouTube), Go Dugong prosegue e approfondisce il discorso già cominciato sul Sud Italia, trasfigurando gli elementi essenziali della cultura tradizionale pugliese, tarantina e mediterranea in una musica elettronica multi prospettica, che, sia sul versante timbrico che emotivo, su quello ritmico, la ricerca dei suoni, la stratificazione di gusti e suggestioni, persegue con crescente maturità e originalità un “crossover” che si confronta con tutto ciò che è “world music”, ambient, techno, col “field recording” e la musica concreta, le diverse sfumature delle culture “progressive”, le eredità dei maestri pionieri dell’elettronica e la verità sanguigna e tribale degli spunti tematici di partenza, il tutto all’insegna di una cura ed elaborazione dei suoni che merita un ascolto davvero approfondito, disarmato, meditativo, pronti a farsi scuotere, ipnotizzare, ballare e rigenerare.

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