Metalmeccanica, la fotografia della Cisl: "In crisi una azienda piacentina su tre"
Redazione Online
|12 anni fa

Cassa integrazione a livelli altissimi e aziende che chiudono, ma numero di addetti che tiene grazie a quelle realtà che continuano ad assumere senza risentire della crisi. E’ questa la fotografia del settore metalmeccanico piacentino scattata dal segretario della Fim-Cisl di Piacenza e Parma, Luigi Bernazzani.
Nel 2013 sono state autorizzate nella nostra provincia 680mila ore di cassa integrazione ordinaria, 1.1 milioni di cassa straordinaria e quasi 300mila ore di cassa integrazione in deroga, per un totale di oltre 2 milioni di ore di ammortizzatori sociali solo nel comparto metalmeccanico. Le aziende con addetti sono calate durante il 2013 di 68 unità: da 1858 a 1790. Ciò nonostante il numero dei dipendenti occupati è passato dai 14.119 del 2012 a 14.130 del giugno 2013.
“Sono numeri impressionanti che fotografono la situazione nel nostro territorio – dice Luigi Bernazzani – anche se va fatto notare come esistano sempre più evidenti differenze tra le imprese fortemente in crisi e quelle che invece continuano ad avere, pur in un periodo difficile per tutti, risultati positivi e si propongono di assumere. A Piacenza le imprese in difficoltà, che si trovano a fare i conti con sostanziali perdite di fatturato, sono circa un terzo, ma esistono anche realtà rampanti, che non hanno avuto conseguenze negative a causa della crisi, e che lavorano principalmente con l’estero. Piccole “multinazionali tascabili” che ormai sono un modello da seguire”.
Nel 2013 sono state autorizzate nella nostra provincia 680mila ore di cassa integrazione ordinaria, 1.1 milioni di cassa straordinaria e quasi 300mila ore di cassa integrazione in deroga, per un totale di oltre 2 milioni di ore di ammortizzatori sociali solo nel comparto metalmeccanico. Le aziende con addetti sono calate durante il 2013 di 68 unità: da 1858 a 1790. Ciò nonostante il numero dei dipendenti occupati è passato dai 14.119 del 2012 a 14.130 del giugno 2013.
“Sono numeri impressionanti che fotografono la situazione nel nostro territorio – dice Luigi Bernazzani – anche se va fatto notare come esistano sempre più evidenti differenze tra le imprese fortemente in crisi e quelle che invece continuano ad avere, pur in un periodo difficile per tutti, risultati positivi e si propongono di assumere. A Piacenza le imprese in difficoltà, che si trovano a fare i conti con sostanziali perdite di fatturato, sono circa un terzo, ma esistono anche realtà rampanti, che non hanno avuto conseguenze negative a causa della crisi, e che lavorano principalmente con l’estero. Piccole “multinazionali tascabili” che ormai sono un modello da seguire”.
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