Molinari rieletto segretario: “Nel mondo del lavoro occorre rimettere al centro la persone"

Redazione Online
|7 anni fa
Molinari rieletto segretario: “Nel mondo del lavoro occorre rimettere al centro la persone"
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Una categoria sindacale che deve fare i conti con tutte le contraddizioni del mondo del lavoro (post) moderno, e che proprio per questo, al termine dell’assise più importante, il Congresso provinciale con delegati di tutti i luoghi di lavoro, chiede di tornare a un “nuovo umanesimo nel lavoro”, che metta al centro le persone. LaFilcams Cgil
di Piacenza, sindacato che organizza le lavoratrici ei lavoratori del terziario (dal commercio ai servizi, passando per Amazon e imprese di pulizie) ha confermatoFiorenzo Molinari
, segretario uscente, alla guida di quello che rappresenta il sindacato di categoria di lavoratori attivi più cospicuo della Camera del Lavoro.
Interventi dei delegati, saluti del segretario regionale e dibattito che ha preso le mosse dall’intervento di Molinari che ha fatto un parallelismo tra il ’68 in Italia e il ’68 partito a Berkeley in Usa. “Il nostro modello, alla fine, è risultato perdente – ha detto Molinari – e per colpa dei ‘figli del Sessantotto’ come il sottoscritto. In un primo momento la rivoluzione culturale ha portato l’operaio al centro della scena, e il massimo matrimonio tra lavoro, sviluppo e diritti si ottenne con la Legge 300 del ’70, lo Statuto dei lavoratori. Oggi, il datore di lavoro decide come produrre e noi al massimo riusciamo a mettere il naso sulla redistribuzione della ricchezza. Una funzione nobile per i lavoratori, ma insufficiente”.
Da qui, Molinari ha mosso una critica politica con “la mancanza di rappresentanza del lavoro in Parlamento”. La riscossa del lavoro, secondo il segretario Filcams, parte dal piano culturale. “Dobbiamo capire – ha concluso Molinari – che se cerchiamo su Google la parola “Trentin”, per avere informazioni su Bruno Trentin, i primi risultati parlano di un ciclista. Un nuovo umanesimo può salvare il lavoro, e parte dalle assemblee, dai luoghi di lavoro, dal sindacato”.