Recupero di Santa Chiara, prima pietra il 6 luglio
Sarà il presidente della Cassa depositi e prestiti, Giovanni Gorno Tempini, a inaugurare il cantiere. Sorgerà uno studentato universitario e un centro socio-riabilitativo residenziale

Gustavo Roccella
|2 ore fa

L'ex convento di Santa Chiara
Tra due settimane parte il cantiere per il recupero dell’ex convento di Santa Chiara. Tre mesi fa Roberto Reggi, presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano che dei 12mila metri quadrati fra stradone Farnese, corso Vittorio Emanuele, via Santa Franca e vicolo Edilizia è proprietaria, l’aveva preannunciato in un’intervista a “Libertà”: «Il 6 luglio prossimo il presidente di Cassa depositi e prestiti, Giovanni Gorno Tempini, verrà a posare la prima pietra di avvio del cantiere, a dimostrazione della valenza nazionale dell’iniziativa su un bene di proprietà della Fondazione». Nell’assicurare di essere «perfettamente in linea con il cronoprogramma nonostante la complessità autorizzativa e progettuale dell’intervento», Reggi aveva rimarcato (v. “Libertà” del 29 marzo scorso) la natura «particolarmente ambiziosa dell’opera sia dal punto di vista architettonico che sociale: in quel luogo dove “stiamo costruendo accoglienza”, come recita lo slogan su un manifesto esterno a Santa Chiara, troveranno sede quasi trecento studenti e quaranta soggetti fragili all’interno del progetto sociale del “Dopo di noi”».
L’appuntamento per la posa della prima pietra viene ora confermato insieme alla presenza di Gorno Tempini, presidente di quella Cdp che impegnerà circa il 40% dei 25 milioni che servono per il restauro conservativo dell’ex convento (il restante 60% proverrà da fondazioni bancarie e investitori istituzionali come Banca Intesa, fondi pensione e casse previdenziali).
Nel comparto di Santa Chiara si realizzerà uno studentato per universitari da 241 posti e un centro socio-riabilitativo residenziale (csrr) per soggetti fragili da 48 posti.

