"Riaprirsi alla speranza in cui la guerra non sia la regola". Convegno in Cattolica
Redazione Online
|3 anni fa

Il termine guerra ha invaso anche il linguaggio, ma c’è una speranza per ridare risalto alla pace. Con la letteratura, la psicologia, la filosofia, la religione, l’Università Cattolica ha cercato di dare una risposta a 500 giovani delle scuole superiori che hanno partecipato all’annuale convegno multidisciplinare della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Cattolica, dal titolo “Guerra e pace”.
“La guerra sembra dominare il nostro mondo. Quella in Ucraina è solo una delle tante – spiega il professor Pier Antonio Frare, direttore del Dipartimento di Italianistica e comparatistica dell’ateneo -. Ed è così pervasiva che ha intriso anche il linguaggio, il modo di pensare, e quindi il modo di agire”. Il riferimento è a terminologie come “guerra alla mafia” oppure “guerra al virus”.
La domanda, alla quale il convegno ha cercato di dare una risposta, è se sia possibile liberarsi da questa sorta di “invasione” linguistica che – secondo Frare – “devasta e guasta le menti e i cuori”.
Presenti infatti oltre 500 studenti delle scuole superiori, per capire come dare una possibilità alla pace, riaprire alla speranza, che oggi pare così remota, di un mondo in cui la guerra costituisca non la regola ma l’eccezione.
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