Tremonti: "Globalizzazione non governata a dovere, Meloni può invertire la rotta"
Redazione Online
|2 anni fa

In viste delle domande di rito, chiede di non intervenire sull’attualità, poi “si sbottona” concedendo una battuta sul presunto piano franco-tedesco per far saltare l’allora governo Berlusconi in cui ricopriva la carica di ministro delle finanze. Prima della ben nota crisi sullo spread e il passaggio di consegne al governo tecnico di Mario Monti. “Fidatevi – dice Giulio Tremonti, oggi presidente commissione affari esteri alla Camera (Fratelli d’Italia) davanti al folto pubblico di Sant’Ilario- : “La politica deve sempre governare la tecnica, come diceva Platone”. Una frase che racchiude l’essenza di una svolta negli ultimi anni del Tremonti pensiero. Sempre più “no global” e attento al destino dell’Italia in un quadro internazionale completamente mutato: “Dal cogito ergo sum siamo passati al digito ergo sum”, aggiunge sottolineando il ruolo di una rivoluzione digitale di cui stavolta occorrerà prendere le redini, facendo autocritica sugli errori commessi in passato con il processo di costruzione della moneta unica, perché “stavolta il tempo stringe”. Lo suggerisce anche il capogruppo di FdI alla Camera Tommaso Foti, nell’insolita veste di moderatore: Siamo veramente in zona Cesarini”. Tremonti coglie l’urgenza e con linguaggio che mischia ironia e parole sibilline, diverte il pubblico e lo intrattiene con una sorta di lectio magistralis sulla storia economica dell’Occidente che parte addirittura dal ‘500. La serata, però, nonostante il tema “di peso”, scorre via leggera, grazie anche alla sua inconfondibile verve. “Una qualità che vede in Meloni premier? chiede il cronista. “Tante. Anche senza premier ha molte qualità”.
Gli articoli più letti della settimana
1.
Allerta meteo, vento e forti temporali in arrivo il 2 giugno
2.
Aggressione a Pascai, il mea culpa dei Lyons: «Un errore invitare una band politicizzata»
3.
Maltempo con vento e grandine in tutta la provincia: video e foto
4.
Chicchi di grandine “mai visti così”: flagellate l'alta Val Nure e la Val d'Aveto, ma anche il Lodigiano

