Monossido, dopo la tragedia di Pianello nuovo allarme a Casale: madre e figlia in ospedale
Due donne soccorse per una sospetta intossicazione. Solo lunedì a Pianello il gas killer aveva provocato la morte dell'imprenditore Franco Cassinelli.
Riccardo Freschi
|2 ore fa

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco
A soli tre giorni dalla tragedia di Pianello, dove il monossido di carbonio ha provocato la morte dell'imprenditore Franco Cassinelli, un nuovo allarme per il gas killer arriva dal vicino Lodigiano. Questa volta a finire in ospedale sono state una madre e la figlia, soccorse nel primo pomeriggio di giovedì 5 novembre in un'abitazione di Casalpusterlengo. Fortunatamente, nessuna delle due risulterebbe in pericolo di vita.
L'allarme in via Battisti
L'episodio si è verificato intorno alle 13 in via Battisti. A far scattare l'intervento dei soccorsi è stata una sospetta fuga di monossido di carbonio all'interno dell'abitazione.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Casalpusterlengo, che hanno provveduto a mettere in sicurezza i locali e ad avviare gli accertamenti per individuare l'origine del problema.
Secondo le prime informazioni, potrebbe essersi verificata una perdita lungo una tubatura, ma la dinamica e le cause dell'episodio restano da chiarire.
Le due donne che si trovavano nell'abitazione sono state trasportate in ospedale per essere sottoposte agli accertamenti necessari a verificare un'eventuale intossicazione. Le loro condizioni sono sotto osservazione, ma non sarebbero gravi.
Il precedente mortale a Pianello
Il nuovo episodio riporta l'attenzione sui pericoli del monossido di carbonio, a pochi giorni dalla morte di Franco Cassinelli, l'imprenditore di 59 anni trovato senza vita lunedì mattina nella sua abitazione di via Agazzano, a Pianello Val Tidone.
A dare l'allarme era stato il fratello Antonio, preoccupato perché Franco non si era presentato al consueto appuntamento per andare al lavoro. Quando lo aveva raggiunto a casa, però, era ormai troppo tardi. Tra le ipotesi sulle cause della morte, quella di un'intossicazione da monossido, forse sprigionatosi da una caldaia.
Una tragedia che ha profondamente colpito la comunità di Pianello e riportato d'attualità i rischi legati agli impianti di riscaldamento e alle combustioni domestiche.
I precedenti e l'importanza della prevenzione
Il caso di Pianello non è isolato. Tra novembre e dicembre dello scorso anno, nel Piacentino, quattro episodi di intossicazione da monossido avevano provocato il ricovero di sedici persone. In tre circostanze erano stati chiamati in causa bracieri o braci accese all'interno delle abitazioni.
Dopo la tragedia di Pianello, l'ispettore dei vigili del fuoco Massimo Marenghi aveva richiamato l'attenzione sulla necessità di effettuare la manutenzione periodica di caldaie e canne fumarie e sull'utilità dei rilevatori di monossido.
Il pericolo maggiore è rappresentato proprio dalle caratteristiche di questo gas, incolore e inodore, che può accumularsi negli ambienti senza essere percepito. Mal di testa, nausea e sonnolenza possono essere i primi segnali di un'intossicazione.
Un richiamo alla prevenzione che, dopo la tragedia piacentina e il nuovo allarme nel Lodigiano, torna di stretta attualità.

