Crisi Aghito Zambonini, 75 lavoratori al bivio: dimettersi per giusta causa oppure restare
Il curatore si prende 15 giorni per decidere del futuro dell’azienda di Fiorenzuola. Schiarite sul blocco della cassa integrazione

Paola Brianti
|1 mese fa

Quindici giorni per decidere se tenere accese le macchine o scrivere la parola fine sulla storia della Aza Corp, nata dalla fusione tra la padovana Aghito e la fiorenzuolana Zambonini. È il tempo che il curatore giudiziale Luca Pieretti si è riservato al termine del tavolo regionale organizzato per gestire la crisi dell’ex colosso delle facciate continue in vetro. L’esito del confronto tra sindacati, curatela e istituzioni di Emilia-Romagna e Veneto delinea un percorso di protezione per i 75 dipendenti rimasti, ma conferma una transizione dolorosa.
La novità principale riguarda gli ammortizzatori sociali. Tra lunedì e martedì il curatore attiverà la cosiddetta “cassa Morandi”, una cassa integrazione straordinaria per cessazione che avrà valore retroattivo a partire dal 24 aprile, data in cui è stata siglata la liquidazione giudiziale.
In queste ore i lavoratori si trovano davanti a un bivio. Fino all’attivazione formale della nuova cassa integrazione, prevista per lunedì o martedì della prossima settimana, resta aperta la possibilità di rassegnare le dimissioni per giusta causa.
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