La testa del pozzo 1 diventa monumento all’era dell’oro nero

Nell’area di fronte all’ex scuola Saipem di Cortemaggiore uno spazio museale a cielo aperto. Inaugurazione il 28 novembre

Valentina Paderni
|2 ore fa
La sede della ex-scuola Saipem a Cortemaggiore con il busto di Enrico Mattei e, a destra, il pozzo n. 1
La sede della ex-scuola Saipem a Cortemaggiore con il busto di Enrico Mattei e, a destra, il pozzo n. 1
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L’area di fronte all’ex scuola Saipem diventerà uno spazio museale a cielo aperto. Sabato 28 novembre, con un programma i cui dettagli saranno resi noti nei prossimi giorni, si inaugurerà l’installazione, accanto al busto dedicato ad Enrico Mattei, della testa del primo pozzo petrolifero perforato a Cortemaggiore nel giugno 1949. Quel tunnel sotterraneo, in via Scarpa a San Martino in Olza, è stato definitivamente chiuso, sigillato. Ma per non perdere il simbolo della rivoluzione energetica italiana e magiostrina, l’amministrazione comunale si è attivata per “trattare” con Snam e fare in modo che sul territorio restasse traccia visibile di un glorioso passato economico-industriale.
Ad impegnarsi per realizzare il progetto, che prenderà forma entro la fine del mese, è stato l’assessore Stefano Rancan, coinvolto anche personalmente nella storia di Agip-Eni-Saipem. Suo padre, infatti, è stato per anni gruista di perforazione in forza all’azienda energetica, assunto nel 1961 ed inviato a Gela, in Sicilia, è rientrato otto anni dopo, nel 1969, a Cortemaggiore continuando a portare la sua esperienza da tecnico nei vari siti di perforazione del nord Italia. Ha poi concluso la sua carriera come guardia a sorveglianza del sito di via Mattei.
Il pozzo n. 1
Il pozzo n. 1