Sicurezza idraulica, al via la pulizia della vegetazione di Arda e Ongina
I lavori partiranno entro la fine dell'anno
Redazione Online
|1 ora fa

Prenderà il via entro la fine dell’anno un importante intervento di AIPo dedicato alla sicurezza idrogeologica della bassa Piacentina. L’intervento riguarderà i corsi d'acqua nei tratti di competenza AIPo che solcano il territorio di Villanova sull'Arda, e in particolare interesserà le sponde e le aste fluviali dei torrenti Arda, per 4 km, e Ongina, per 2 km.
L’intervento, che avrà una durata di circa tre mesi e un importo complessivo di 450.000 euro, è parte del più ampio progetto di manutenzione straordinaria della vegetazione ripariale dei Torrenti Ongina, Arda, Chiavenna e Nure nei tratti di competenza AIPo denominato: “Intervento di miglioramento delle condizioni di sicurezza idraulica degli affluenti piacentini del fiume Po mediante gestione della vegetazione ripariale e adeguamento e ripristino delle opere idrauliche”.
Promosso nell'ambito della Programmazione Triennale delle Opere pubbliche di AIPo, è stato sviluppato secondo gli orientamenti normativi dell’Emilia-Romagna in tema di manutenzione e gestione della vegetazione e dei boschi ripariali, e prevede un'operazione mirata di diradamento selettivo delle essenze arboree e arbustive e decespugliamento della vegetazione ripariale.
Il Progetto Esecutivo dello stesso, curato dallo Studio Zanzucchi Associati, composto da agronomi-forestali, naturalisti e ingegneri idraulici di Parma, si pone l’obbiettivo di migliorare la funzionalità idraulica dei corsi d’acqua nei loro tratti prevalentemente vallivi di pianura, dove il deflusso di piena raggiunge spesso la quota spondale/arginale, e dove le sponde risultano ripide e facilmente soggette a franamenti, con l'obiettivo prioritario di garantire il regolare deflusso delle acque, riducendo l'impatto di eventuali piene ed evitando la formazione di pericolosi restringimenti della sezione d’alveo con associato rischio di erosione delle sponde, dovuti al trattenimento del materiale flottante.
Negli ultimi anni, infatti, l’accumulo di sterpaglie, alberi caduti o instabili e la crescita disordinata della macchia boschiva lungo le sponde, hanno parzialmente ridotto la sezione libera dell’alveo sia del torrente Arda che del torrente Ongina, e in caso di forti precipitazioni, tutto ciò potrebbe costituire una minaccia verso gli insediamenti urbani e le locali infrastrutture pubbliche e private, in particolare i ponti, a causa di potenziali ostacoli al deflusso delle piene.
Le lavorazioni in programma sono così sintetizzate:
- Rimozione delle alberature secche e instabili: eliminazione delle piante morte in piedi o collassate nell’alveo, o a rischio di imminente schianto.
- Diradamento selettivo della boscaglia fitta: taglio mirato degli alberi e arbusti che ostacolano il corretto deflusso della corrente nei punti più critici.
- Eventuale e puntuale consolidamento di erosioni spondali con posa di modesti volumi di massi ciclopici e palafitte in legno.
Se da un lato la priorità resta l'incolumità pubblica e la protezione del territorio, dall'altro l'intervento pone profonda attenzione alla salvaguardia dell'ecosistema ripariale. Le fasce boschive lungo l'Arda e l'Ongina svolgono infatti un ruolo primario come corridoi ecologici ed elementi naturalistici a garanzia della biodiversità.
Per questo motivo i tecnici ed operatori incaricati opereranno un "diradamento selettivo": a differenza del taglio raso integrale, la strategia adottata punta a conservare gli esemplari sani e la vegetazione autoctona di alto fusto, capace sia di trattenere il terreno senza ostacolare la corrente di deflusso e dall’altro creare adeguato ombreggiamento tale da contenere la ri-vegetazione incontrollata e il contenimento delle specie alloctone e/o invasive.
L’AIPo e l’Amministrazione comunale di Villanova sull’Arda hanno incontrato la cittadinanza durante un’assemblea pubblica, convocata in Municipio lo scorso 2 ottobre, per illustrare nel dettaglio il Progetto Esecutivo dei lavori previsti e le ricadute logistiche sul territorio.
Per consentire l'accesso ai mezzi d'opera, l'allestimento dei cantieri mobili e le manovre di taglio e cippatura dei materiali legnosi, l'esecuzione delle lavorazioni renderà necessaria l'occupazione temporanea delle aree e dei beni privati prospicienti le aste fluviali e ricompresi all’interno di esse.
A tal fine l’AIPo, in qualità di soggetto attuatore ed esecutore, farà riferimento alla normativa vigente in materia di occupazione temporanea per cause di pubblica incolumità, in applicazione degli articoli 49 e 50 del DPR 327/2001 (Testo Unico sulle Espropriazioni - TUEs), il cui iter procedurale e formale è attualmente in corso di istruttoria; a breve sarà recapitata ai cittadini interessati dalla procedura di occupazione temporanea, un’ apposita raccomandata sulla quale saranno riportate, oltre alle informazioni catastali, la data e l’ora delle operazioni di immissione in possesso delle aree stesse.
Le occupazioni saranno strettamente limitate al tempo indispensabile per l'esecuzione dei lavori. Il quadro normativo di riferimento garantisce la tutela dei diritti dei proprietari interessati, prevedendo le relative indennità e l'obbligo di ripristino dello stato dei luoghi al termine degli interventi.
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