Summertime in Jazz, Vigoleno stregata dal Vince Abbracciante Trio
Redazione Online
|3 anni fa

Brani capaci di evocare, con spirito letterario, mescolando nello stesso scrigno sapori folklorici mediterranei e dimensioni classicheggianti alla luce di delicate o furiose improvvisazioni jazzistiche, scambi di soli forti ed eleganti, scartando la noia portando per mano l’ascoltatore a spasso nel mondo e nella storia della musica. Bisogna far parlare il suono del Vince Abbracciante Trio, per tratteggiare la preziosa serata che martedì s’è consumata tra le antiche pietre e merlature del medievale borgo vernaschino di Vigoleno, nuovamente davanti ad un pubblico numerosissimo e conquistato, che ha fatto calare il sipario sul cartellone della IX rassegna estiva itinerante “Summertime in jazz” del Piacenza Jazz Club.
Il pluripremiato e simpatico 39enne fisarmonicista salentino, tra i più quotati della nuova generazione nel mondo, scortato dai fedeli e altrettanto virtuosi – e fautori di timbri prodigiosi – Giorgio Vendola al contrabbasso e Nando Di Modugno alla chitarra classica, ha trascinato il pubblico in un vortice di arabeschi disegnati da una decina di brani autografi carichi di lirismo, di pace e di burrasca.
I ritmi dispari balcanici incontrano cultura brasiliana, tango, folklore italiano e mitteleuropeo. Una convergenza mistica, un sincretismo affatto originale sull’onda di un suono carico di pathos e nitore, virtuosismi non sbandierati e splendidi tocchi, straordinarie dinamiche tra pieni e vuoti, asperità e vellutate dolcezze, pausazioni e accelerazioni, cambi metrici eleganti e gesti armonici impressionistici o misteriosi che gettano vampate di colori forti e talvolta contrastanti su tele dominate da colori poetici, tinte calde e melodie cantabili.
Un programma incantevole, da “Equinozio” e “Solstizio” a “La Borsini”, dedicata alla sua “bambina”, la fisarmonica abbracciata con fuoco e garbo d’amante passionale, dal “Requiem per un ulivo” al bis in solo (“Forrò Brasil” di Hermeto Pascoal) che ha lasciato tutti col fiato sospeso. Applausi liberatori e la corsa ad acchiapparsi un CD al firmacopie, fino all’ultimo rimasto, a testimoniare la bellezza di questo gran finale, in attesa della sempre più vicina XIX edizione del “Piacenza Jazz Fest”
FOTO DI PIETRO CORVI
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