Coesione, spirito d’iniziatiava e d’appartenza con “Le Rompeggìadi”
L’evento sportivo, abbondano i giochi di coordinazione e velocità e sono intramontabili quelli d’acqua e i tornei a palla prigioniera, è una ritrovata e rinnovata tradizione
Federica Duani
|9 mesi fa

In Val Nure
Tre squadre, circa 40 partecipante tra i 3 e i 12 anni: il successo de “Le Rompeggìadi” in val Nure si misura a suon di coesione, spirito d’iniziativa e d’apparteneza. L’evento sportivo, abbondano i giochi di coordinazione e velocità e sono intramontabili quelli d’acqua e i tornei a palla prigioniera, è una ritrovata e rinnovata tradizione. «Rompeggio è “il paese senza età”, ci sosteniamo a vicenda senza bisogno di chiederlo. Quando ero piccola i giochi “sotto casa”, ricordo bene la corsa con i sacchi, erano un appuntamento estivo fisso: cinque anni fa è nato il desiderio di riportarli in vita e continuare la tradizione», racconta Clara Sali, organizzatrice insieme a Luisella Clini, Enrica Guidotti, Simona Maserati e Marina Romoli.
Non mancano le attività educative. Nei “parô”, antichi paioli per cuocere al tepore di stufa, i bambini preparano pozioni imparando a distinguere salvia e rosmarino e con il cruciverba ripassano flora e fauna del territorio. «Il range d’età è piuttosto ampio: si va dai tre ai dodici anni circa, il che potrebbe suonare confusionario e dispersivo, ma a noi piace proprio così! Gli adolescenti, nella veste di “prefetti”, guidano i più piccoli nei giochi», racconta Lucrezia Bertocchi, diciannovenne ideatrice del titolo della manifestazione. Chi ha vinto? «Tutti, perché il senso della giornata è proprio questo – conclude Sali – . Pensare che la giornata è a costo zero, è bastata la natura e quanto avevamo in casa a far divertire, lo rende ancor più speciale».
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