Mondonico, salvata la chiesa: una frontiera la strappò al Piacentino

Dal 1766 il territorio della parrocchia finì spaccato tra due Stati e i fedeli di Creta e Ganaghello costretti ogni volta a espatriare per raggiungerla

Giacomo Nicelli
Giacomo Nicelli
|1 ora fa
La chiesa di Mondonico durante la cerimonia di riapertura. Sotto (linea rosa) i confini fissati nel 1766; a sinistra le chiese di Mondonico, Ganaghello, Fornaci e Costola di Creta in una mappa di Alessandro Bolzoni (inizio del XVII sec.).
La chiesa di Mondonico durante la cerimonia di riapertura. Sotto (linea rosa) i confini fissati nel 1766; a sinistra le chiese di Mondonico, Ganaghello, Fornaci e Costola di Creta in una mappa di Alessandro Bolzoni (inizio del XVII sec.).
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Rischiava di crollare ma ora torna a ospitare messe (una al mese) e iniziative per la comunità. La chiesa di San Giovanni a Mondonico sorge nel Pavese, in comune di San Damiano al Colle, ma a soli 500 metri dal confine con Castel San Giovanni. Eppure è un pezzo di storia piacentina: fra poche case e un castello, su un colle di vigneti a picco sulla Bardoneggia, fino al 1766 appartiene al territorio piacentino e fino al 1817 alla sua diocesi. Cuore di una parrocchia e un antico comune, è per secoli al centro di contese.
Dopo anni di inagibilità, con volta e pavimento dissestati, nel 2019 parte la raccolta di fondi attraverso la vendita della canonica. Decisivi 450mila euro del Pnrr ottenuti dal Comune per la messa in sicurezza. Il cantiere, avviato a fine 2025, rallenta per il ritrovamento di reperti archeologici. «Un luogo tanto caro ai cittadini di San Damiano», dice il sindaco Cesarino Vercesi alla riapertura, annunciando altri interventi al campanile e all’orologio. Don Luciano Chiesa benedice l’edificio, mai sconsacrato, che sarà concesso in comodato gratuito al Comune. Chiude il concerto del Laboratorio lirico G.P. Da Palestrina.