Tante domande sulla morte di Nicoletta. L’esperto Ausl: «Macchina non a norma»
Iniziato il processo sull’infortunio avvenuto alla Vetreria di Borgonovo nel quale perse la vita l’operaia. Il testimone: «Era tra le più esperte»

Paolo Marino
|2 ore fa

Nicoletta Palladini
Nicoletta Palladini «era una delle operatrici più esperte» della Vetreria di Borgonovo e aveva appena terminato un corso di formazione di sedici ore. «Sapeva quel che faceva», ha affermato ieri mattina in tribunale Daniele Ligusti del servizio Prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro dell’Ausl di Piacenza, incaricato di ricostruire le cause del tragico incidente che il 7 novembre 2022 costò la vita all’operaia. La donna fu trovata senza vita intorno alle 2 del mattino, schiacciata tra una navetta - una macchina semovente usata per il trasporto dei bancali - e una rulliera.
Uno sgabello di ferro «deformato in modo permanente» è una delle immagini con le quali si esce dall’udienza fiume durata cinque ore, celebrata davanti al giudice Federico Baita. A deformarlo fu la navetta che, secondo la procura di Piacenza, avrebbe ucciso l’operaia. Lo ha ricordato l’esperto dell’Ausl. Quello sgabello fu posto davanti alla macchina nel corso di una prova - eseguita nello stabilimento successivamente all’incidente - per verificarne i sistemi di sicurezza. Risultato: il macchinario non si fermò davanti allo sgabello e lo schiacciò. «La macchina non era a norma», ha concluso l’esperto dell’Ausl, ricordando nella sua testimonianza che il ministero del Lavoro - al quale è stata inviata la documentazione sulla macchina - è arrivato a conclusioni analoghe in una nota del 5 febbraio 2025. Secondo il ministero, ha detto Ligusti, le protezioni «erano inadeguate e insufficienti».

