«Brugneto: l’accordo non è una vittoria, quell’acqua è nostra»

Il Comitato Difesa Valtrebbia smorza gli entusiasmi: «Il decorso appartiene di diritto al bacino del Trebbia e del Po»

Cristian Brusamonti
|3 ore fa
Il Trebbia al ponte di Statto
Il Trebbia al ponte di Statto
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«Oggi tutti esultano con toni entusiastici per la firma dell’accordo sull’acqua del Brugneto. Ma ci sembrano fuori luogo, soprattutto perché si dimentica che, diversamente dalla diga, quell’acqua non è di Genova ma è nostra». Il Comitato Difesa Valtrebbia, com’era prevedibile, smorza gli entusiasmi sull’accordo tra Emilia-Romagna e Liguria in vista del rinnovo della concessione del Brugneto: dietro ai proclami, infatti, ci sarebbero ancora molte opacità.
Ma non vanno bene 4 milioni di metri cubi all’anno garantiti per Piacenza, più un’ulteriore quota variabile? «Non sono nulla di più di quanto era già stato pattuito negli ultimi cinque anni» spiegano. «La quota aggiuntiva variabile sembra essere legata alla stima dell’acqua presente nell’invaso, senza specificare a quale livello minimo arrivare a fine estate, né quale sia il reale utilizzo a fini idropotabile dell’acqua del Brugneto. Sarebbe invece cosa logica e di buon senso sancire che tutta l’acqua accumulata e non direttamente finalizzata agli scopi idropotabili debba scorrere sul versante naturale piacentino, almeno nel periodo estivo. È umiliante non vedere sancito un principio basilare: l’acqua del Brugneto appartiene di diritto al bacino del Trebbia e del Po».
Dal comitato, si è sempre dubitato che l’acqua del Brugneto sia veramente indispensabile al fabbisogno idrico genovese.