Festa patronale a Bobbio. Stasera celebrazione per il transito del santo
Redazione Online
|13 anni fa

Bobbio si appresta a commemorare il proprio santo patrono. Questa sera, vigilia della solennità, alle 20.30 si celebra il transito, liturgia che ricorda l’ascesa al cielo di San Colombano.
Lungo il porticato dell’abbazia, si snoderà la processione fino alla Basilica con canti e lodi recando il busto argenteo di San Colombano che raccoglie parte delle reliquie ossee del santo. La celebrazione del transito sarà presieduta da monsignor Philip Boyce, vescovo della diocesi irlandese di Raphoe.
Lungo il porticato dell’abbazia, si snoderà la processione fino alla Basilica con canti e lodi recando il busto argenteo di San Colombano che raccoglie parte delle reliquie ossee del santo. La celebrazione del transito sarà presieduta da monsignor Philip Boyce, vescovo della diocesi irlandese di Raphoe.
Questo il programma delle celebrazioni per i prossimi giorni:
domani, venerdì 23 novembre, alle 8, messa nella cripta; alle 11, solenne celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo di Piacenza-Bobbio, Gianni Ambrosio. Al termine della celebrazione distribuzione del pane benedetto di San Colombano. Alle 17 il concerto delle voci bianche “Città di Bobbio” in basilica.
Domenica 25 novembre, nell’auditorium comunale di Santa Chiara dalle ore 16.30, si svolgerà la conferenza “Bobbio – Archeologia e storia di un monastero europeo”. La festività si concluderà alle 18 con una celebrazione nella cripta a cui seguirà la Cena di San Colombano.
Alla festività patronale sarà presente una delegazione di Bangor, la cittadina irlandese da cui San Colombano salpò.
Alla festività patronale sarà presente una delegazione di Bangor, la cittadina irlandese da cui San Colombano salpò.
Gli articoli più letti della settimana
1.
Allerta meteo, vento e forti temporali in arrivo il 2 giugno
2.
Aggressione a Pascai, il mea culpa dei Lyons: «Un errore invitare una band politicizzata»
3.
Maltempo con vento e grandine in tutta la provincia: video e foto
4.
Chicchi di grandine “mai visti così”: flagellate l'alta Val Nure e la Val d'Aveto, ma anche il Lodigiano

