La “vita lenta” di Fermi a Cadelmonte: «Mi scordo il telefono, faccio il miele»

Imprenditore, consigliere a Bobbio, socio del Piace, si ricarica nel paesino e accoglie turisti. «Tutto l’anno, il magnetismo ti fa tornare»

Elisa Malacalza
Elisa Malacalza
|2 ore fa
Gabriele Fermi e Alessandra Cornell i- © Libertà/Elisa Malacalza
Gabriele Fermi e Alessandra Cornell i- © Libertà/Elisa Malacalza
1 MIN DI LETTURA
C’è un momento in cui Gabriele Fermi apre il cassetto, lascia dentro il cellulare, infila una maglietta, un paio di pantaloncini e torna semplicemente a essere uno di casa. Succede ogni volta che arriva a Cadelmonte, minuscolo borgo un tempo muscoloso dove, pietra dopo pietra, l’imprenditore titolare della Rmc Ricambi ha rimesso in piedi vecchie cascine, riaperto case chiuse da decenni, ripulito corti inghiottite dai rovi e restituito anima a un paese che rischiava il silenzio.
«Ho usato la marassa. E per stuccare un vecchio fienile sono serviti parecchi pomeriggi. Io e mia moglie Alessandra ci dicevamo “Pensa, potevamo essere a Cortina e invece siamo qui a stuccare”». Ride. «Adesso, però, è proprio qui che ci ritroviamo anche d’inverno, per stare insieme, con tutto il paese. E cuciniamo il bractòn, il nostro piatto tipico da cui è nata anche l’idea di una Pro loco». Il bractòn, per chi non lo conoscesse, è una specie di “capello del prete” (ma più buono); e invece Fermi, per chi non lo conoscesse, non è solo con il fratello titolare dell’azienda che dal 1995 vende escavatori e che ha realizzato anche un polo sportivo aperto ai dipendenti e al quartiere, a tutti, a Piacenza.
È consigliere comunale di Bobbio, socio del Piacenza Calcio, vicepresidente del River Niviano, componente del consiglio direttivo di Confapi Industria, papà di Beatrice e Federico. E anche una specie di “mister Cadelmonte”: ha restaurato antiche abitazioni trasformandole nella Casa delle Rose e nella Casa del Giglio, oggi affittate a pellegrini, famiglie e viandanti che arrivano anche dall’estero («Ora c’è una famiglia da Milano, si ferma un mese»). Produce miele con sette arnie immerse nel bosco - quest’anno quasi due quintali - e continua a macinare nuovi progetti.
© Libertà/Elisa Malacalza
© Libertà/Elisa Malacalza
© Libertà/Elisa Malacalza
© Libertà/Elisa Malacalza
© Libertà/Elisa Malacalza
© Libertà/Elisa Malacalza
© Libertà/Elisa Malacalza
© Libertà/Elisa Malacalza