Container pieni di rifiuti e roghi: «Non c’ero, è stato mio fratello»
L’imputato, accusato di inquinamento ambientale a Cadeo, si difende in tribunale «Ero in ospedale ed è divampato l’incendio»
Ermanno Mariani
|1 ora fa

«Non sono stato io ad appiccare il fuoco ai rifiuti, è stato mio fratello. I carabinieri non lo hanno trovato sul posto perché lui lavora come bergamino e, una volta appiccato il fuoco, è corso a Carpaneto a mungere una vacca».
Un quarantenne egiziano si è giustificato ieri in tribunale con queste parole dall’accusa di inquinamento ambientale, per aver dato fuoco a un grosso quantitativo di rifiuti costituiti da plastica, cartone, scatolame di vario genere. Il processo si è svolto davanti al giudice Federico Baita e alla pm Sara Macchetta. L’imputato, che si è sempre detto innocente, era difeso dall’avvocato Guido Mannina. Il fatto che è costato il processo all’uomo era avvenuto cinque anni fa nei pressi di Cadeo.
Una donna carabiniere forestale ha testimoniato ieri.
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