Hospice, e se tutti e 46 i Comuni finalmente li sostenessero?
La media è di 560mila euro di “scoperto” all’anno per le due strutture. Martedì il voto decisivo dei sindaci in Conferenza sanitaria
Mariangela Milani
|2 ore fa

Si arriverà finalmente ad un sistema di contribuzione unico per entrambi gli hospice, Casa di Iris Piacenza e Casa per la cure palliative di Borgonovo? Un sistema cioè tramite cui tutti i 46 Comuni della provincia contribuiranno in egual misura a ripianare le perdite, o meglio la parte di risorse che la contribuzione pubblica (la Regione mette 268 euro al giorno a posto letto) non copre? Si parla di una media di 360mila euro annui di “scoperto” per i 16 posti dell’hospice di Piacenza e di una media di 200mila euro annui di “scoperto” per i 10 posti di Borgonovo. Perdite (ma c’è chi non ama definirle così) che non sono dovute ad un’inefficienza amministrativa, ma che sono fisiologicamente legate alla qualità del tipo di cure prestate dai due hospice. Cure che richiedono personale altamente specializzato, a fronte di nessuna retta che viene chiesta ai pazienti che devono farvi ricorso.
Fino ad oggi dove non arrivano i contributi pubblici arriva in soccorso la rete associativa, Insieme per l’hospice a Piacenza e Associazione hospice di Borgonovo, che cerca di raccogliere quanti più soldi possibile tramite iniziative benefiche. Per quello di Borgonovo, inoltre, una pezza la mettono anche i 21 Comuni del distretto di Ponente che si autotassano con 2 euro ad abitante.
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