Il suono squillante dei campanacci: è la transumanza dai pascoli estivi

Sulla strada dal Crociglia a Santo Stefano d’Aveto il ritorno dei capi di Pietro Monteverde

Nadia Plucani
|3 ore fa
Foto di Giacomo Turco: transumanza in Valdaveto
Foto di Giacomo Turco: transumanza in Valdaveto
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Sulla strada dal monte Crociglia a Santo Stefano d’Aveto si sente il rumore degli zoccoli della mandria, il suono squillante dei campanacci. Il momento è inconfondibile, è quello della transumanza dei capi dell’azienda agricola di Pietro Monteverde che dai pascoli estivi sul Crociglia, nel territorio di Ferriere, tornano a Santo Stefano d’Aveto (Genova) per l’inverno.
Domenica si è rinnovata ancora una volta questa tradizione, che nel tempo è diventata un evento che raduna migliaia di visitatori (si stima che domenica siano stati ben 5mila), ma che continua ad essere la celebrazione del lavoro agricolo della montagna. Al mattino presto le vacche erano già addobbate a festa, con le loro corone di fiori in testa, pronte a partire verso Torrio, nella Valdaveto piacentina, nel comune di Ferriere, dove il corteo, composto anche di tante persone e volontari che hanno voluto accompagnare il cammino, si è fermato per una prima sosta, per la colazione.
Presente il Consorzio rurale di Torrio Valdaveto, da decenni impegnato sul territorio. E ancora partenza, verso San Sté dove il bestiame ha attraversato il centro paese tra gli applausi. E con loro i cavalli, gli asinelli, le donne e gli uomini in abiti d’epoca della tradizione contadina, con le botti del latte, i foulard in testa e al collo, i grembiuli.
Foto di Giacomo Turco: transumanza in Valdaveto
Foto di Giacomo Turco: transumanza in Valdaveto