Peste suina, non se ne parla ma fa ancora paura
Venticinque i casi da inizio anno nel Piacentino ma cento in più nel Parmense. Le nuove regole non piacciono a cacciatori e allevatori. A settembre la cabina di regia
Cristian Brusamonti
|9 mesi fa

È uscita dalle pagine di cronaca dei giornali ma continua a viaggiare, silenziosamente, tra i boschi e i campi della nostra provincia. Meno forte rispetto al passato, forse, eppure ancora vitale: la peste suina africana - a quasi due anni dal primo caso di cinghiale infetto in Valboreca - resta un dato di fatto, tanto che ora il commissario straordinario nazionale ha introdotto nuove disposizioni per arginare il fenomeno, con alcune novità che però fanno storcere il naso a cacciatori ed allevatori. In attesa della convocazione in Provincia della nuova cabina di regia, annunciata entro settembre, il mondo faunistico venatorio è in subbuglio. Intanto i dati ufficiali parlano di 25 casi da inizio anno nel Piacentino contro i 125 del Parmense
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