La "Ragazzetta" divide i piacentini
I nuovi gestori hanno deciso di chiamare così il bar sotto il Comune

Simona Segalini
|18 ore fa

La notizia della prossima apertura del locale sotto palazzo Mercanti con le insegne della "ragazzetta" (citazione di un'opera di Klimt) fa discutere il web e non solo. Claudia Maga, oggi docente e ricercatrice, ha ricordato quando da studentessa intuì e poi scoprì che sotto il dipinto della Signora di Klimt alla Galleria Ricci Oddi si nascondeva un ritratto precedente di una giovane.
La recente scelta dei nuovi gestori di chiamare “La ragazzetta” un locale cittadino - l'ex Barino sotto palazzo Mercanti - ispirata a quel dipinto, non la sorprende: il termine può non essere perfetto, ma rientra in un percorso di valorizzazione dell’opera. Maga ha sottolineato come il quadro, un tempo poco noto, sia diventato simbolo della città soprattutto dopo il furto del 1997 e il ritrovamento del 2019.
Anche l’assessore Fiazza ha evidenziato che il nome non ha valenze svilenti, ma richiama il patrimonio culturale locale.
Dura la posizione invece del Centro antiviolenze di Piacenza dove Ilaria Egeste, responsabile dello sportello, ha chiesto che si faccia un passo indietro nella scelta del nome.
La recente scelta dei nuovi gestori di chiamare “La ragazzetta” un locale cittadino - l'ex Barino sotto palazzo Mercanti - ispirata a quel dipinto, non la sorprende: il termine può non essere perfetto, ma rientra in un percorso di valorizzazione dell’opera. Maga ha sottolineato come il quadro, un tempo poco noto, sia diventato simbolo della città soprattutto dopo il furto del 1997 e il ritrovamento del 2019.
Anche l’assessore Fiazza ha evidenziato che il nome non ha valenze svilenti, ma richiama il patrimonio culturale locale.
Dura la posizione invece del Centro antiviolenze di Piacenza dove Ilaria Egeste, responsabile dello sportello, ha chiesto che si faccia un passo indietro nella scelta del nome.

Le interviste ai piacentini di Danilo Di Trani

