«Don Vittorione è un santo moderno, ha donato se stesso per il bene dei popoli»

A Varese la commemorazione del fondatore di Africa Mission. Sulla tomba a La Rasa don Noberini chiede l’elevazione agli altari

Redazione Online
|1 ora fa
Don Vittorione, la commemorazione a Varese (foto Gianni Cravedi)
Don Vittorione, la commemorazione a Varese (foto Gianni Cravedi)
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Don Vittorio è santo nei cuori di chi lo ha conosciuto e frequentato, ma deve diventarlo anche per la Chiesa. La voce che lo chiede è quella di don Maurizio Noberini, presidente di Africa Mission che, sabato scorso, sulla tomba di don Vittoio Pastori, a La Rasa di Varese, ha invocato il passaggio agli altari dell’uomo che ha colpito gli italiani per la sua fede e la sua immensa capacità di rispondere alle invocazioni di aiuto di un popolo.
Il popolo Karimojong, regione del nord Uganda, negli anni Ottanta era abbandonato da tutti, confinato in una riserva del nord, falcidiato da una carestia senza precedenti e salvato da “il Vittorione”, un grande uomo che aveva fatto della sua stazza impressionante il punto di forza per “svegliare” il torpore morale degli italiani, dei cristiani.
Sabato, nella terra di origine del “manager di Dio”, le definizioni per la sua infaticabile e grandiosa opera sono infinite, è stato ricordato il primo centenario della nascita, i 32 anni della sua dipartita e gli oltre 50 anni di lavoro inesauribile della sua “creatura”
Leggi  il servizio di Maria Vittoria Gazzola