«Mi è caduto addosso, ho corso a prendere il DAE: così ho salvato mio marito»

Storia a lieto fine avvenuta grazie alla prontezza di spirito e alla cultura dell'emergenza

Benedetta Del Re
|3 ore fa
La moglie Giusy Gualla
La moglie Giusy Gualla
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Un arresto cardiaco improvviso in auto, la freddezza straordinaria di una moglie e l’importanza vitale di un defibrillatore. È la storia a lieto fine avvenuta sabato 12 settembre grazie alla prontezza di spirito e alla cultura dell’emergenza.
La ricostruzione dei fatti
Mentre si trovavano in auto, un uomo è stato improvvisamente colto da un arresto cardiaco, accasciandosi al volante. La moglie - insieme a un vicino - lo ha estratto dal veicolo e, con una lucidità straordinaria, ha recuperato un defibrillatore (DAE) nelle vicinanze. Dopo la scarica e le manovre di rianimazione, l’uomo ha ripreso a respirare prima dell’arrivo dei soccorsi e del successivo trasferimento in ospedale, dove si trova ora in osservazione, sveglio e cosciente.
Le parole della moglie Giusy Gualla
«La mattina stavamo andando al parco Daturi - racconta Giusy, volontaria Anpas di Croce Bianca - e Mauro si è sentito male, mi è caduto addosso. Con il mio vicino l’abbiamo tirato giù dalla macchina. Sono andata a prendere il defibrillatore, gli ho fatto il massaggio cardiaco e le insufflazioni, finché ha ripreso a respirare prima dell’arrivo dei vigili urbani e dell’ambulanza».
Il commento di Paolo Rebecchi (Coordinatore Anpas)
«Sono due nostri volontari. È stato un caso eccezionale ed estremamente positivo - spiega Rebecchi -. La moglie è stata ipertempestiva nel recuperare il DAE sotto casa. È stato uno di quei casi in cui la macchina salvavita ha fatto un miracolo, reso possibile dalla formazione e dalla competenza dei nostri volontari Anpas di Croce Bianca».
Rebecchi ha lanciato un appello fondamentale: « la cultura della defibrillazione è importantissima. Superare la pigrizia e la paura di usare questi strumenti semplici ma decisivi è l’unico modo per fare la differenza».