Il curatore ha scritto la parola “fine”. Chiude la Aza Corp, si va al fallimento
Negato lo spiraglio dell’esercizio provvisorio, tutti a casa i 75 operai di via Spinazzi. In attesa della cassa integrazione e con errori nel Cud

Paola Brianti
|1 settimana fa

La parola fine sulla storia della Aghito Zambonini di Fiorenzuola, poi diventata AzaCorp, è arrivata. È il tempo della rassegnazione per gli operai della storica azienda di facciate continue in vetro: il 16 giugno, i curatori fallimentari e il consulente del tribunale hanno decretato che l’esercizio provvisorio è economicamente insostenibile. Lo stabilimento di via Spinazzi non riaprirà, nemmeno per completare la commessa francese. Si chiude, tutti a casa.
Un verdetto inatteso che ha trasformato la rabbia in rassegnazione. All’assemblea straordinaria della Fiom Cgil hanno partecipato 30 lavoratori: dei 75 rimasti, che erano 132 a inizio crisi, tanti si sono dimessi nelle ultime settimane per sfuggire a un’agonia iniziata lo scorso agosto. E in meno di dodici mesi, «senza che mai la proprietà desse un cenno di vera trasparenza sulle reali condizioni dell’azienda», si sono ritrovati a fare la fila al collocamento.
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