Il Pd a Patelli: «Sul vice zero diktat, c'era intesa per una svolta politica»
Il segretario dem, Gobbi, replica alle accuse della presidente uscente «Partito unanime su lista e candidato di centrosinistra, lei ha rifiutato»
Thomas Trenchi
|3 ore fa

Parla di «un capitolo chiuso». Con una precisazione: «Da lei, non da noi». Parola di Massimiliano Gobbi, segretario provinciale del Pd. È ormai rottura tra il partito e la presidente uscente della Provincia Monica Patelli, dopo la lettera inviata da quest'ultima due giorni fa ai vertici dem, ai sindaci e ai consiglieri di centrosinistra in vista delle elezioni provinciali del 29 novembre. Una missiva con cui Patelli si è di fatto sfilata dall'ipotesi di ricandidatura, finora lo scenario più accreditato, contestando la richiesta del Pd di un secondo mandato più politico, senza affidare la vicepresidenza e le deleghe al centrodestra, come avvenuto invece negli ultimi anni.
Gobbi dà la sua versione del confronto: «La comunità degli amministratori, dei sindaci e dei consiglieri comunali di centrosinistra si è riunita due volte con Patelli, dopo una sua richiesta di incontro, per proporle una lista di centrosinistra con un presidente della stessa area politica. Riteniamo infatti possibile imprimere una maggiore impronta politica all'azione della Provincia, a partire dall’attenzione all’ambiente e alla pianificazione territoriale. In entrambi gli incontri, tutti i presenti hanno condiviso questo orientamento in modo unanime. Non c'è stata - precisa Gobbi - alcuna imposizione di nomi da parte del Pd. Abbiamo chiesto a Patelli la disponibilità a ricandidarsi come presidente espressione del centrosinistra. Lei ha rifiutato la proposta, ribadendo che, in caso di parità tra i consiglieri, cinque a cinque, avrebbe comunque assegnato la vicepresidenza al centrodestra».
Il Patelli-bis appare dunque tramontato. Tra i possibili successori Filippo Zangrandi, Roberta Valla e Patrizia Calza. Il direttivo Pd si riunirà la prossima settimana.
Intanto, il centrodestra intravede uno spiraglio: intercettare i malumori tra gli amministratori, soprattutto nell'area civica, e provare a conquistare qualche voto in libera uscita. Se al termine dell'ultimo consiglio provinciale il vicepresidente Franco Albertini (FdI) aveva dichiarato che «con questi numeri ci sarebbero possibilità di sconfitta quasi certe», ora lo scenario potrebbe cambiare. Lo strappo tra Patelli e il Pd rimescola le carte. La strada, però, resta in salita: i voti ponderati continuerebbero a premiare il centrosinistra per la corsa alla presidenza, mentre il consiglio rimarrebbe spaccato a metà, cinque contro cinque.
Il tempo stringe. Le liste vanno depositate entro il 9 novembre. Si voterà domenica 29 novembre, dalle 8 alle 20, al campus Raineri-Marcora. Alle urne sindaci e consiglieri comunali, non i cittadini.
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