Scuole di montagna, persi 18 bidelli: i sindaci chiedono di fermare i tagli

Allarme nelle valli piacentine per la riduzione del personale scolastico: «A rischio l'apertura delle piccole scuole». Mozione al ministero dell'Istruzione.

Federica Duani
|1 ora fa
La scuola di Vernasca
La scuola di Vernasca
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Diciotto bidelli in meno negli istituti scolastici piacentini e il timore che ulteriori tagli possano mettere a rischio la sopravvivenza delle piccole scuole di montagna. I sindaci delle valli si mobilitano: dopo la Provincia, anche le Unioni dell'Alta Valdarda e delle Valli Trebbia e Luretta hanno approvato una mozione da inviare al ministero dell'Istruzione.
«I tagli rischiano di stravolgere l'organizzazione scolastica e persino di impedirne l'apertura», avverte il sindaco di Vernasca Gian Luigi Molinari. Nel suo Comune si teme di passare da tre bidelli a due, con la necessità di riorganizzare classi e laboratori.
Preoccupazioni anche a Rustigazzo, dove tra materna ed elementari gli alunni sono una ventina. «Si parla di contrastare lo spopolamento e poi si tagliano le scuole?», protesta il sindaco di Lugagnano Antonio Vincini.
L'allarme riguarda anche Ottone, Corte Brugnatella e gli altri centri montani. «Chiudere una scuola significa impoverire la montagna», sottolinea il sindaco di Bobbio Roberto Pasquali.