Esplosioni e paura a Dubai, due sorelle tornano a Piacenza dopo la fuga in Oman
La terribile esperienza di Elena e Maria Vittoria Facchini in viaggio di lavoro nella città colpita dai missili iraniani: «Dopo sette ore di viaggio in auto, adesso ci sentiamo più al sicuro»

Marco Vincenti
|2 ore fa

Da sinistra, Maria Vittoria ed Elena Facchini
Un viaggio di lavoro per due sorelle piacentine si è trasformato presto in un vero e proprio incubo. Ma dopo la grande paura, a distanza di tre giorni dalle prime esplosioni ecco la buona notizia: un volo charter con destinazione Italia. «Non avremmo mai pensato di vivere un’esperienza così. Eravamo spaventatissime. Eravamo circondate da boati ed esplosioni e non ci sentivamo al sicuro, nonostante gli Emirati continuassero a ripetere di avere la contraerea più efficace al mondo».
A parlare dall'aeroporto di Muscat, in Oman, è Elena Facchini che insieme alla sorella Maria Vittoria si trovava a Dubai quando lo scoppio della guerra in Medio Oriente e i bombardamenti iraniani sulla metropoli hanno destabilizzato l’intera area. «La situazione in questi gironi è completamente degenerata – spiega in collegamento telefonico la 21enne piacentina, mentre è in attesa del volo che entro sera le permetterà di riabbracciare i suoi cari -. Avremmo avuto l’aereo di ritorno lunedì pomeriggio, ma tutti i voli sono stati cancellati. Dopo i primi alert riguardanti gli attacchi missilistici da parte dell’Iran qui non ci sentivamo più sicure».

Le due sorelle, a Dubai per motivi lavorativi, hanno quindi deciso – in continuo dialogo con la Farnesina – di partire in direzione Oman grazie a un taxi privato. «Dopo un viaggio di oltre sette ore abbiamo raggiunto la frontiera con l’Oman dove siamo state accolte dall’Unità di crisi italiana, l’unica presente». Al momento, infatti, le frontiere sono libere e sono numerose le persone che scelgono di affrontare la traversata per arrivare in Oman.
«So che tra i tanti italiani bloccati a Dubai c’erano diversi piacentini – le parole di Elena – alcuni di loro sono già riusciti a partire e ci auguriamo che tutti gli altri possano tornare a casa il prima possibile».


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