No al parco eolico sul Crociglia, la protesta arriva in città

Il numero di osservazioni supera quota 200. C'è tempo fino a sabato per presentarle. «Questo progetto scellerato distruggerebbe la montagna»

Marco Vincenti
Marco Vincenti
|3 ore fa
«Ognuno può fare la sua parte, ognuno può contribuire a fermare questo sciagurato progetto». È la certezza di Claudio Faimali, presidente del Cai Piacenza che giovedì 19 febbraio aprirà le porte della propria sede per una nuova assemblea pubblica, la prima in città, per discutere sulle sette pale alte 180 metri che la società Ferriere wind vorrebbe andare a installare tra i crinali che collegano l'alta Val Nure e l'alta Val d'Aveto. 
L’incontro aperto - al quale sono stati invitati anche politici piacentini e rappresentanti delle istituzioni - prenderà vita a due giorni dal termine ultimo per raccogliere le osservazioni da inoltrare al ministero per l’Ambiente. Sarà quindi occasione importante per aumentare un numero che ha da poco superato quota 200.
«Mantenere alta l’attenzione sulla questione del parco eolico sul monte Crociglia». Questo l’obiettivo del comitato che raggruppa associazioni, guide ambientali, appassionati di montagna e residenti che oltre ai banchetti in vari comuni della provincia approda in città per portare avanti le istanze del no al progetto. «Commovente la mobilitazione e l'unità di intenti dimostrati in queste settimane» commenta Monica Rebessi, presidente del Gaep, Gruppo alpinisti escursionisti piacentini, che ha ancora negli occhi il lungo serpentone di persone che sabato 7 febbraio ha illuminato i sentieri del Crociglia. «Il nostro non è un no all'energia rinnovabile, ma un convinto no a un progetto che rischia di distruggere un territorio con un importanza storica e spirituale, un luogo di raccoglimento, di ricordo e di memoria, un ambiente vivo e naturale» le sue parole.
«Le nostre sono montagne belle quanto fragile, non potrebbero sopportare le colate di cemento e le nuove vie d'accesso al parco eolico. Sarebbe un disastro» conclude Faimali. Per questo il comitato continua a far sentire le proprie istanze e arriva in città con l'obiettivo di aumentare il numero di osservazioni per fermare il progetto.
Claudio Faimali e Monica Rebessi
Claudio Faimali e Monica Rebessi