Eolico sul Crociglia, anche la Regione pronta al no
Oggi l’incontro tecnico istruttorio con gli enti locali coinvolti. L'assessora regionale all'ambiente Priolo: "Criticità nel progetto a Ferriere"
Redazione Online
|5 ore fa

La simulazione del posizionamento delle pale eoliche sul monte Crociglia
Ci sono elementi di forte criticità nel progetto del parco eolico sul monte Crociglia, denominato Ferriere, promosso da una società privata. Li ha individuati la Regione Emilia-Romagna e anticipati nel corso di un incontro tecnico istruttorio con gli enti locali che si è svolto oggi.
Lo scorso 23 gennaio i documenti relativi al progetto sono stati trasmessi ai Comuni di Ferriere e Santo Stefano d’Aveto, i cui territori sarebbero interessati dall’opera, con un termine di 30 giorni per la presentazione delle osservazioni.
«L’impianto eolico di Ferriere è sottoposto a Valutazione di impatto ambientale di competenza ministeriale e sarà quindi il ministero dell’Ambiente ad assumere le decisioni finali - ha sottolineato l’assessora all'Ambiente, Irene Priolo-. La Regione Emilia-Romagna è da sempre favorevole allo sviluppo delle energie rinnovabili, ma questo deve avvenire attraverso una pianificazione attenta e condivisa con i territori, a partire dalle aree già urbanizzate e infrastrutturate, nel rispetto dei valori ambientali e paesaggistici. Questo non è il caso di Ferriere dove abbiamo già individuato forti criticità. La Regione, come previsto dalla normativa vigente, esprimerà il proprio parere tecnico nell’ambito della procedura, così come faranno gli altri enti coinvolti. Come sempre - ha concluso Priolo-, faremo fino in fondo la nostra parte nonostante l’ultima normativa abbia notevolmente diminuito gli strumenti e possibilità di intervento di cui disponiamo».
Tra le principali criticità ravvisate l’interferenza con aree tutelate dal Piano territoriale paesaggistico regionale (Ptpr) che sono elementi di non idoneità per gli impianti eolici, il fatto che il parco sarebbe costruito in aree appartenenti al sistema dei crinali significativi, e in zone di particolare interesse paesaggistico-ambientale, oltre che al sistema forestale e boschivo. Secondo il progetto, gli aerogeneratori si troverebbero a circa 1.500 metri di altitudine, mentre il piano paesistico pone il limite di 1.200 metri per gli impianti eolici. Il parco, inoltre, interferirebbe anche con beni tutelati dal Codice dei beni culturali e paesaggistici, tra cui gli usi civici e i beni di notevole interesse pubblico. Criticità inoltre sono legate allo studio anemologico (cioè l'analisi preliminare fondamentale per valutare la ventosità di un sito), effettuata su dati vecchi e rilevati in un sito distante dal luogo in cui sorgerebbe l’impianto. I valori di producibilità presentano quindi forti incertezze e non sembrerebbero rispettare il requisito minimo regionale di ore equivalenti.
Mancano inoltre i dettagli progettuali rispetto agli interventi sul territorio, come l’adeguamento della viabilità di accesso all’area e i relativi gli approfondimenti geologici, geomorfologici e geotecnici.
Infine, non è stato effettuato l’anno di monitoraggio sulla avifauna rispetto alla presenza di siti Rete natura 2000 entro i 5 chilometri dall’area di impianto; pertanto, non è possibile valutare i possibili effetti ambientali rispetto a questa componente.
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