Strutture profughi in arrivo? Farini mette dei paletti
Via libera al "regolamento urgente" per l'accoglienza anche alla luce della possibile apertura di un centro a Groppallo
Nadia Plucani
|2 ore fa

La seduta del consiglio comunale di Farini
Il consiglio comunale di Farini ha approvato a maggioranza un regolamento che disciplina l’insediamento di strutture ricettive a fini sociali e collettivi, con l’obiettivo di porre limiti e criteri più stringenti all’accoglienza dei rifugiati sul territorio. La decisione nasce dalla volontà di prevenire situazioni considerate critiche, come concentrazioni eccessive di ospiti o fenomeni di ghettizzazione, pur riconoscendo che la competenza sull’accoglienza resta in capo alla Prefettura.
Il sindaco Marco Paganelli sottolinea come il Comune non possa intervenire direttamente sulle autorizzazioni, ma intenda agire preventivamente regolando gli aspetti urbanistici e organizzativi. L’obiettivo è evitare che cooperative gestiscano strutture senza adeguate garanzie, scaricando poi sul Comune l’onere dei controlli. Centrale è anche la richiesta di progetti concreti di integrazione per i rifugiati.
Il regolamento è stato elaborato anche alla luce di una possibile apertura di un centro a Groppallo, in un immobile privato oggetto di trattativa. Pur trattandosi di uno scenario ancora incerto, l’amministrazione ha scelto di anticipare eventuali criticità future.
Nel dettaglio, il provvedimento stabilisce limiti precisi: non sono ammesse strutture con oltre 20 posti letto se ne esiste già una nel Comune, e in ogni località il numero degli ospiti non può superare il 20% dei residenti. Vengono inoltre fissate distanze minime tra strutture e parametri qualitativi superiori agli standard di legge, come almeno 20 metri quadrati per ospite, un bagno-doccia ogni tre persone e spazi comuni pari ad almeno il 20% della superficie totale.
È inoltre obbligatoria la presentazione di un piano di integrazione, soggetto all’approvazione comunale. Se una struttura turistica viene convertita in centro di accoglienza, sarà considerata una variazione d’uso urbanistica, con oneri maggiorati. La delibera sarà ora trasmessa alla Prefettura per favorire un coordinamento istituzionale orientato all’equilibrio territoriale.

