Un barista difende viale Dante: «Zona non pericolosa da valorizzare»
Matteo Bertè interviene nel dibattito sulla sicurezza della zona e invita a non generalizzare. «La responsabilità degli esercenti è far sì che i nostri spazi siano un presidio positivo».
Marcello Pollastri
|1 anno fa

Matteo Bertè, titolare del "Baretto"
Matteo Bertè, titolare del "Baretto" in viale Dante 72, non ci sta a sentir parlare del suo quartiere come di una zona pericolosa. «Non credo che viale Dante sia questo luogo da evitare. La gente può tranquillamente continuare a venire qui: non c'è alcun pericolo reale», afferma il commerciante.
Le sue parole arrivano dopo settimane di dibattito sulla sicurezza, rilanciato dall'esposto in prefettura firmato da circa duecento residenti e commercianti della zona Rotonda. Ma Bertè invita a non generalizzare: «È una situazione che riguarda tutta la città. Capita di vedere gruppi la sera, ma questo non significa che il viale sia pericoloso. Io ci lavoro tutti i giorni ed è una via viva, piena di gente perbene».
Il barista rivendica di aver creato un ambiente pulito e frequentato da clienti tranquilli: «La responsabilità degli esercenti è far sì che i nostri spazi siano un presidio positivo».

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