Allerta disordini, vince la psicosi: scuole vuote

Trasporti pubblici e strade solitamente affollate di giovani, sono deserti. La situazione in città è comunque al momento tranquilla

Redazione Online
|4 ore fa
L'istituto Romagnosi - © Libertà/Thomas Trenchi
L'istituto Romagnosi - © Libertà/Thomas Trenchi
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L'allerta attorno ai messaggi anonimi circolati nella giornata di ieri, lunedì 19 ottobre, nelle chat studentesche in merito a potenziali disordini in città, ha generato una psicosi che ha indotto numerose famiglie a tenere i figli a casa da scuola.
Aule vuote
Consistenti le assenze negli istituti scolastici cittadini: attorno all'80% al Romagnosi, al 40% al Colombini e al Gioia. Classi più che dimezzate anche alle elementari e medie: aule con studenti che si possono contare sulle dita di una sola mano. Trasporti pubblici e strade solitamente affollate di giovani, di conseguenza vuoti. 
Situazione tranquilla
La situazione in città è comunque al momento tranquilla con pochi presìdi nei luoghi considerati sensibili, come appunto le scuole e la stazione ferroviaria.
L'accoglienza dei commercianti agli studenti spaventati
«Ci sono commercianti che si sono resi disponibili ad accogliere e dare assistenza a giovani che dovessero sentirsi spaventati o colti da attacchi di panico - fa sapere la polizia locale -. Questo per cercare di riportare la calma e la sicurezza vicino alle scuole». La polizia locale ha ribadito anche l'importanza di fare attenzione a trasmettere e diffondere i messaggi, proprio per non alimentare la paura. 
I commercianti disponibili, ai quali si aggiunge il parcheggio di via Roma, sono tutti in contatto con la polizia locale.
Non solo messaggi allarmanti
La rapida diffusione dei messaggi e degli screenshot - anche grazie alla condivisione a famigliari e amici, soprattutto quelli con figli in età scolastica - ha alzato il livello di tensione e preoccupazione. Forse proprio l'obiettivo di chi ha orchestrato la generazione della psicosi.
Successivamente, però, hanno cominciato a circolare anche messaggi di un altro tenore, orientati alla razionalità senza farsi prendere dal panico e scivolare nella trappola dell'allarmismo. Messaggi che, riassumendo, invitano alla cautela nel prendere immediatamente per vero e attendibile ciò che invece merita prudenza e verifiche; a non cedere alla tentazione di inoltrare tali messaggi, per non alimentare il panico (che probabilmente è proprio l'obbiettivo di chi li ha generati); ad informarsi presso gli organi istituzionali, come Questura, Prefettura, Comune, Forze dell'Ordine, direzioni scolastiche; e infine ad essere i principali artefici dell'educazione e formazione dei propri figli.