Chiusura ponte sul Nure: «Due vie per i ristori ai negozi»
Incontro organizzato da Confcommercio con coloro che stanno subendo pesanti cali degli incassi
Cristina Maserati
|8 mesi fa

A poche settimane dalla prevista riapertura del ponte sul Nure, i commercianti e gli esercenti tornano a far sentire la loro voce e a chiedere attenzione e sostegno per i disagi subiti in questo periodo. «Nel corso dei mesi, l’impatto delle modifiche alla viabilità si è fatto sempre più sentire: in particolare il periodo natalizio, uno dei più cruciali dell’anno, è stato segnato da un calo degli incassi tra il 30 e il 50 per cento a seconda delle attività» sottolinea Katia Segalini, che gestisce un negozio di ortofrutta a Pontenure. Nei giorni scorsi un incontro sul tema è stato promosso dalla Confcommercio di Piacenza presso il bar Gianpino, storico locale collocato proprio in prossimità del ponte, dove il direttore Gianluca Barbieri e il delegato di zona Andrea Binaghi hanno incontrato imprenditori delle due sponde, titolari di tabaccherie, bar, distributori di carburanti che in questi mesi hanno visto il giro d’affari penalizzato dal mancato transito. «Sono sostanzialmente due gli obiettivi da perseguire– ha indicato Barbieri – da un lato interpellare i Comuni di Pontenure e Piacenza sul tema di una possibile riduzione dei carichi fiscali, come la Tari, e le tasse per le insegne e per i dehors. Dall’altro la richiesta di ristori, in particolare quelli messi a disposizione dalla fondazione Orlando».
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