Cinque campate per 180 metri di lunghezza: ecco il nuovo ponte Lenzino
Redazione Online
|4 anni fa

Cinque campate per centottanta metri di lunghezza, tempi di realizzazione di 455 giorni e una spesa totale di ventuno milioni di euro.
Questi gli elementi fondamentali del futuro ponte Lenzino, contenuti nel progetto definitivo pubblicato da Anas e sottoposto a Valutazione d’impatto ambientale.
Per arrivare al nuovo viadotto in acciaio e calcestruzzo, sul quale si andrà massimo ai settanta chilometri all’ora, sarà realizzata una strada lunga 477 metri, ampia nove metri e mezzo.
“Grazie a questa soluzione – spiega Anas – sarà possibile integrare il nuovo ponte all’interno della valle garantendo una qualità paesaggistica che non deriva solamente dalla tipologia e dalle finiture dell’opera stessa ma anche dalla possibilità di avere un punto di vista privilegiato sulla valle, attraversando il ponte in macchina e potendosi soffermare nei pressi del vecchio ponte che sarà restaurato”.
Si tratta cioè di trasformare i ruderi, tutelati come bene storico, in un punto panoramico, come era stato chiesto dai sindaci dell’Alta Val Trebbia.
“Per me si può approvare anche subito, è bello, guardatelo in foto, è come lo volevamo noi sindaci, e consente di eliminare curve pericolose”, commenta il primo cittadino di Cerignale Massimo Castelli, che ad aprile aveva organizzato con quasi tutti gli amministratori dell’Alta Val Trebbia una protesta massiccia, per chiedere venisse stralciata una volta per tutte l’idea di ricostruire il viadotto lungo lo stesso tracciato di quello crollato il 3 ottobre 2020.
Questi gli elementi fondamentali del futuro ponte Lenzino, contenuti nel progetto definitivo pubblicato da Anas e sottoposto a Valutazione d’impatto ambientale.
Per arrivare al nuovo viadotto in acciaio e calcestruzzo, sul quale si andrà massimo ai settanta chilometri all’ora, sarà realizzata una strada lunga 477 metri, ampia nove metri e mezzo.
“Grazie a questa soluzione – spiega Anas – sarà possibile integrare il nuovo ponte all’interno della valle garantendo una qualità paesaggistica che non deriva solamente dalla tipologia e dalle finiture dell’opera stessa ma anche dalla possibilità di avere un punto di vista privilegiato sulla valle, attraversando il ponte in macchina e potendosi soffermare nei pressi del vecchio ponte che sarà restaurato”.
Si tratta cioè di trasformare i ruderi, tutelati come bene storico, in un punto panoramico, come era stato chiesto dai sindaci dell’Alta Val Trebbia.
“Per me si può approvare anche subito, è bello, guardatelo in foto, è come lo volevamo noi sindaci, e consente di eliminare curve pericolose”, commenta il primo cittadino di Cerignale Massimo Castelli, che ad aprile aveva organizzato con quasi tutti gli amministratori dell’Alta Val Trebbia una protesta massiccia, per chiedere venisse stralciata una volta per tutte l’idea di ricostruire il viadotto lungo lo stesso tracciato di quello crollato il 3 ottobre 2020.
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