Piace..re, sono Kirill: Bosov si racconta
Vita, lavoro e passioni dell’imprenditore entrato nel Piacenza Calcio

Michele Rancati
|3 ore fa

Kirill Bosov è il giovane imprenditore russo-svizzero che ha conquistato i piacentini.
Non solo i tifosi biancorossi. Questi ultimi gli sono riconoscenti (a dir poco, visto l’entusiasmo con cui lo hanno accolto) per essere entrato come socio al 49% del Piacenza Calcio, aprendo una stagione che promette grandi soddisfazioni.
Visto che dovremo farci l’abitudine a vederlo allo stadio Garilli e in città, proviamo a conoscerlo meglio. Dandogli del “tu”, come ha chiesto a tutti i piacentini.
Ecco un estratto della lunga intervista pubblicata su Libertà di oggi (LEGGILA TUTTA).
Non solo i tifosi biancorossi. Questi ultimi gli sono riconoscenti (a dir poco, visto l’entusiasmo con cui lo hanno accolto) per essere entrato come socio al 49% del Piacenza Calcio, aprendo una stagione che promette grandi soddisfazioni.
Visto che dovremo farci l’abitudine a vederlo allo stadio Garilli e in città, proviamo a conoscerlo meglio. Dandogli del “tu”, come ha chiesto a tutti i piacentini.
Ecco un estratto della lunga intervista pubblicata su Libertà di oggi (LEGGILA TUTTA).
Dove sei nato e cresciuto?
«Sono nato in Russia, dove ho frequentato le scuole elementari. A dieci anni mi sono trasferito in Svizzera, in Ticino, a Minusio, dove ho vissuto per circa otto anni. Successivamente ho vissuto per tre anni nella Svizzera tedesca durante l’università, prima di trasferirmi a Monaco-Montecarlo. Diciamo che il mio è stato un percorso molto internazionale fin da giovane».
Ti senti più russo o più svizzero?
«Mi sento sia russo, sia svizzero».
Come sono state la tua infanzia e la tua adolescenza?
«Sono molto grato a mia madre e a mio padre per tutto quello che hanno fatto per me. Hanno investito moltissimo nella mia educazione, mi hanno dato la possibilità di studiare nelle migliori scuole e di provare tante esperienze diverse. Oggi sento il dovere di ripagare tutto questo con quello che costruisco, attraverso il lavoro, la serietà e l’impegno».
Che bambino e ragazzo sei stato?
«A scuola ero abbastanza “nerd”: studiavo molto e prendevo tutto molto seriamente. Da piccolo ero un po’ timido, poi crescendo sono diventato molto più socievole e sportivo. Ho praticato calcio, tennis, hockey, nuoto, scacchi. Sono sempre stato curioso, appassionato di lingue e desideroso di imparare cose nuove».
Dove vivi oggi?
«A Monaco, con una base anche a Dubai».
Dove lavori?
«Principalmente tra Monaco, Dubai, Svizzera e Stati Uniti, dove viaggio soprattutto per incontri con aziende e fund manager. Mi occupo di investimenti e di progetti imprenditoriali».

Che passioni hai?
«Il calcio, i viaggi, lo sport, la lettura di libri di investimento e tutto ciò che riguarda business, club sportivi e progetti imprenditoriali. Mi piacciono moltissimo anche gli scacchi e il buon cibo. Sono già in contatto con il club di scacchi di Piacenza: prima o poi andrò da loro per una partita».
Hai praticato e pratichi sport?
“Sì, ho praticato diversi sport fin da giovane: tennis, calcio, hockey, nuoto e scacchi. Il tennis è stato probabilmente lo sport che ho praticato più seriamente. Oggi continuo ad allenarmi e ad andare in palestra».
Da tennista hai vinto molti tornei giovanili: avresti potuto fare carriera?
«Forse sì, ma la vita mi ha portato verso altre responsabilità quando è venuto a mancare mio padre. In quel momento non potevo più continuare sulla stessa strada: dovevo prendermi cura della cosa più importante della mia vita, la mia famiglia».

Guardi la tv?
«Soprattutto sport, in particolare calcio e tennis. Mi piacciono alcune serie su Apple Tv, soprattutto legate al business e alla fantascienza».
Le preferite?
«Succession e Suits».
Cinema?
«Mi piacciono molto Tarantino e Kubrick. Tra i film italiani, “La vita è bella” è sicuramente uno di quelli che mi ha colpito di più».
Musica?
«Ascolto un po’ di tutto: house, pop, classica, rock. Dipende molto dall’umore».
Atleta preferito?
«Roger Federer».
Un personaggio storico che avresti voluto essere?
«Lorenzo de’ Medici, perché ha saputo unire quegli aspetti che mi interessano maggiormente, ovvero la gestione del capitale, la costruzione di relazioni, il sostegno ai talenti e una visione che andava molto oltre il business. Non è stato solo un banchiere o un politico, ma un autentico creatore di opportunità».
Leggi libri?
«Sì, libri di investimento, business e finanza. Mi piacciono anche i grandi scrittori russi e a scuola ho letto molto anche in italiano».
Hai un autore favorito?
«Alexander Pushkin».
Cibo preferito?
«Mi piace moltissimo la cucina italiana, sia di terra, sia di mare».
E tra i piatti piacentini?
«I tortelli».
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