Muti, il Requiem e Villa Verdi. «Tornerò, ma fate presto»

Il maestro rende omaggio al Maestro davanti a tre ministri: «Questo governo per primo ha iniziato i lavori». Poi la promessa di tornare a Sant’Agata

Eleonora Bagarotti
Eleonora Bagarotti
|3 ore fa
L'evento con Riccardo Muti a Villa Verdi © Silvia Lelli
L'evento con Riccardo Muti a Villa Verdi © Silvia Lelli
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Il maestro Muti al pianoforte © Silvia Lelli
Il maestro Muti al pianoforte © Silvia Lelli
Nella penombra, le possenti note del “Requiem” di Giuseppe Verdi escono da una cassa appoggiata alla finestra del primo piano. «Quando i lavori di Villa Verdi saranno conclusi, tornerò. Ma fate presto».
È con un momento di raccoglimento che il maestro Riccardo Muti saluta il pubblico, e i tre ministri seduti in prima fila, alla fine di quello che lui, più volte, definisce «non un concerto, ma una riunione per ricordare la grandezza di Giuseppe Verdi».
Un momento dell'esecuzione del "Requiem" © Silvia Lelli
Un momento dell'esecuzione del "Requiem" © Silvia Lelli
A volte bisogna partire dalla fine per cogliere il messaggio più forte, in coda alle interpretazioni verdiane di alcuni cantanti: «Sono venuti nonostante i loro tanti impegni e li ringrazio», dice Muti.
E il maestro ringrazia, più e più volte, anche Alessandro Giuli, ministro della Cultura; Gianmarco Mazzi, ministro del Turismo (che Muti confonde con quello del Commercio e, una volta corretto, scherza «Ma il turismo ha a che fare anche con il commercio, no?») e il piacentino Tommaso Foti, ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione. Quest’ultimo, molto partecipe, si trova in anticipo nel giardino di Villa Verdi dove si tiene il concerto e parla a lungo con il maestro prima che la serata abbia inizio.
Sono stati proprio i tre ministri a rassicurare il maestro sul futuro di Villa Verdi, acquisita dallo Stato ma ancora in condizioni che non ne consentono la fruizione. Dopo l’affondo del pomeriggio contro l’inerzia dei governi del passato,  hanno garantito che presto si vedranno i cantieri dopo un impegno di circa 20 milioni di euro tra acquisizione, esproprio, restauri e rigenerazione dell’edificio e del giardino,

La visita agli interni di Villa Verdi a Sant'Agata © Silvia Lelli
La visita agli interni di Villa Verdi a Sant'Agata © Silvia Lelli
Tra le note, vibra la speranza. Il maestro Muti è reduce da una conferenza stampa in cui non ha usato mezzi termini, ma a Villa Verdi apre un varco: «Non sapevo che i lavori nella Villa fossero iniziati già l’anno scorso». E si complimenta con «questo governo che, per primo, li ha iniziati».
Di quando in quando, Muti scherza, in modo intelligente. Mostra con orgoglio il suo spirito partenopeo. Ma ribadisce la serietà con cui ha deciso di tenere (grazie al contributo organizzativo della moglie Cristina Mazzavillani, presenza elegante e mai in primo piano, ma impegnata affinché tutto fili liscio) questo evento a Villa Verdi.
Certo, c’è anche la musica. Eccome, se c’è. Un’abat-jour accanto al pianoforte suonato da Muti crea un’atmosfera intima e “cordiale”, nonostante in platea spicchi una grande eleganza sia delle Signore che dei loro accompagnatori. In fondo, è il maestro quello più informale. Perché è come se fosse venuto a trovare Giuseppe Verdi, l’amico e mentore, il genio e il contadino.
Il maestro Muti a Villa Verdi © Silvia Lelli
Il maestro Muti a Villa Verdi © Silvia Lelli
«Questa è la casa dove Verdi ha scritto la maggior parte delle sue opere» ricorda Muti. E prima che il tenore Giuseppe Sala canti Dal labbro il canto estasiato vola dal Falstaff, regala una scia di martelletti sulla tastiera: «I suoni della campagna... eccoli qui... il corno in orchestra... sono le note della campagna, quelle che Verdi sentiva vivendo in questa casa».
Si ha l’impressione di assistere a qualcosa di unico, ed è più che un’impressione. Si osservano le ombre delle foglie mosse dal vento danzare sulla facciata giallo ocra della Villa. E il cuore sente una presenza che va oltre la logica: sì, lo spirito di Verdi è lì con noi.
Riccardo Muti con il ministro Alessandro Giuli © Silvia Lelli
Riccardo Muti con il ministro Alessandro Giuli © Silvia Lelli